Il presindete del Consorzio del Pilone Laricchia: “Quanto accaduto nei giorni scorsi ha suscitato in noi molta perplessità”.

Alle 9 circa del 29 marzo, l’AQP è stata sorpresa con le mani nella “marmellata” ( o altro materiale organico ) . Con una ruspa, nuova fiammante, la ditta appaltatrice aveva iniziato i lavori di sbancamento senza alcuna autorizzazione amministrativa . Ha demolito una parte del muretto di recinzione ed ha realizzato uno scavo largo circa 1 mt e profondo almeno mezzo metro lungo il perimetro della vasca. Evidentemente l’AQP voleva dar prova della sua forza agendo senza il rispetto delle procedure amministrative previste. Ha così commesso una sconcertante e violenta scorrettezza istituzionale verso il Sindaco e la Commissione ambiente del Senato. Ovvero ha avuto lo stesso comportamento di assoluta insensibilità sempre mostrata verso la cittadinanza , anche verso le istituzioni locali e nazionali.
Sulla rete , sui vari social , dalle 9 in poi del 29 marzo si sono succedute foto di tutte le fasi: arrivo della ruspa , inizio dei lavori di scavo, arrivo dei vigili, predisposizione improvvisata di una cartellonistica di cantiere insufficiente , di una staccionata inefficace dal punto di vista della sicurezza e della sua successiva rimozione pomeridiana. Quindi i lavori degli scavi e della recinzione non sono stati realizzati nel rispetto delle norme amministrative.
Un plauso va fatto sia al Sindaco sia al Senatore Zizza che, da noi avvisati, hanno reagito con i giusti toni verbali e scritti fino a costringere l’AQP a sgomberare il campo anche a seguito dell’intervento dei VVUU che hanno redatto dettagliato verbale di constatazione.
Questo modo di operare è stato davvero grave ed infatti il giorno 30 marzo l’AQP, ai massimi vertici, ha incontrato, sul luogo del misfatto , il Sindaco Coppola ed esponenti della giunta comunale, per porgere le “scuse” per quanto accaduto.
Il cambio di vertice del Comune dal Sindaco Tanzarella ( fautore del progetto insieme alla sua maggioranza ) al Sindaco Coppola ha rappresentato e rappresenta un cambio di atteggiamento verso questo scempio ambientale, ma evidentemente l’AQP , nonostante si continuino a cambiare i suoi vertici, opera sempre con grande discrezionalità, la stessa utilizzata nella redazione della relazione di comparazione delle 4 pseudo alternative prese in considerazione per giustificare la scelta di quella sulla spiaggia. Due di queste erano nella piazzetta del Pilone e in un lotto fra due ville esistenti Ovviamente, in due parole, sono state giustamente scartate .
La terza (l’unica idonea delle 4 prese in considerazione) è stata scartata perché richiederebbe scavi a profondità elevata ( 5,5m – 6 mt ). Eppure nel progetto AQP ci sono scavi che comunque raggiungono, per moltissimi metri lineari, quelle profondità. Rimaneva la zona a ridosso della spiaggia , definita erroneamente in diversi documenti ufficiali, zona di basso impatto ambientale, facendo riferimento a improvvisati ma inesistenti strumenti urbanistici, mai approvati o adottati dal Comune di Ostuni.

Fortunatamente la commissione ambiente del Senato, nelle sue prerogative di monitoraggio e controllo, ha richiesto all’AQP una relazione di comparazione degna di questo nome e dove contiamo di trovare un’ altrettanto degna “Valutazione di incidenza Ambientale” visto che l’intervento , se non ricade, ha certamente effetti sul sito protetto (art 6 comma 3 del DPR 210/ 2003 ).
Vedremo quindi come saranno valutati i danni provenienti da possibili , per quanto poco probabili, sversamenti di liquami che nel caso della localizzazione AQP andrebbero ad interessare la spiaggia e quindi il mare, mentre nella posizione scartata interesserebbero la strada ed andrebbero a raccogliersi sotto il ponte per poi essere raccolti dagli auto spurgo, salvando, così, il nostro mare !
La localizzazione prevista nel progetto esecutivo redatto ( a spese del Consorzio per contestare con i fatti la progettazione AQP ) dalla società di Ingegneria Etacons srl (da qui in poi progetto ing. Stasi ) è l’unica idonea, anche perché sicuramente più distante dalla zona protetta e , del resto, è la stessa prevista nel progetto 2005, regolarmente approvato dal comune di Ostuni e dall’ AQP, insabbiato per anni, venuto alla luce solo per la caparbietà e la collaborazione instaurata fra i tanti amici dell’ambiente e della spiaggia del Pilone anche non residenti ad Ostuni .
L’efficienza della vasca in sé, la validità dei sistemi di controllo, la bellezza dell’involucro esterno (villetta) non sono stati mai messi in discussione. Le stesse accortezze tecniche sono previste anche nel progetto Stasi che, in aggiunta, prevede l’uso dei pozzetti monolitici in HDPE, l’utilizzo di tubazioni in ghisa sferoidale per i tratti sotto il livello di falda. Inoltre nella valutazione economica di questo progetto di variante localizzativa, sono stati contabilizzati ben 107 ml lineare di maggior sviluppo dei tratti di fogna all’interno del comprensorio Pilone ed il costo della vasca di grigliatura non riportati nei costi esposti da AQP.
Nel progetto Stasi le quote di scorrimento dei collettori principali sono state calcolate in maniera tale che possano scaricare , a caduta , tutte le utenze del villaggio, ovvero è stata eseguita la progettazione esecutiva anche delle canalizzazioni interne. Nonostante tutto questo la variante presenterà lo stesso costo , se non inferiore a quello AQP che è ora sottostimato poichè non considera quelle voci di costo prima indicate.
Infine, come faremo notare nel contraddittorio pubblico il confronto fra le quote di scavo va fatta a parità di utenze servite. Sia le quote di scorrimento sia quelle di scavo della vasca del progetto AQP vanno riviste perché si deve considerare una maggiore profondità di scavo (con conseguente aumento dei costi) per consentire alle stesse utenze, servite con il progetto Stasi , di scaricare a caduta .
E’ ora di finirla nel giudicare elevate le quote di scavo del progetto alternativo!
Infine la localizzazione prevista dal progetto Stasi consentirebbe di limitare la lunghezza della condotta premente oltre a ridurre i costi della canalizzazione necessaria per lo scarico a caduta sia del Campeggio che del Pilone 1. Per Cala di Rosa Marina nulla si può comprendere dal progetto AQP se non che dovrà dotarsi, comunque, di una sua rete interna.
Spostiamo la vasca più in là. Si può e si deve !
Il Sindaco Coppola ed Il Governatore Emiliano, che non hanno, finora, nessuna responsabilità diretta per quanto voluto ed approvato dai loro predecessori (Tanzarella e Vendola) possono e devono darci una mano.
Il Sindaco convocando un consiglio comunale ad hoc in cui, dopo un contraddittorio con QP sulla fattibilità del progetto redatto dall’ing Stasi, i consiglieri votino uno specifico “Ordine del Giorno”.
Il Governatore operando così come ha già fatto per la recente vicenda dello scarico a mare di Manduria – Sava, contro le trivellazioni dei fondali marini e contro l’approdo della TAP a Melendugno. Può e deve farlo ! Può perché l’AQP è una società interamente regionale. Deve perché è così che si opera per rispettare l’Ambiente.

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