Incontro AQP Comune di Ostuni Pilone
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Il giorno 30 marzo, l’impresa aggiudicataria dell’appalto affidato dall’AQP per la realizzazione della Vasca dei Reflui fognari, nei pressi della spiaggia del Pilone, ha inviato i propri operai coadiuvati da un archeologo che avrebbe dovuto sovrintendere ai lavori ed hanno iniziato ad eseguire lo scavo con l’ausilio di una pala meccanica senza che nessuna opera di cantierizzazione, come previsto per legge, fosse stata predisposta e senza la presenza di un cartello da cui si potesse evincere la tipologia di intervento in esecuzione. Questo Comitato è immediatamente intervenuto contattando il Sindaco, massima autorità in campo ambientale e sanitario e i Vigili Urbani, i quali prontamente intervenuti, hanno rilevato e fotografato quello che avveniva in loco. Questo atteggiamento dell’AQP (soggetto giuridico di diritto pubblico) è particolarmente grave e provocatorio, non solo perché compromette gli impegni assunti con la Commissione Ambiente del Senato nel corso dell’Audizione del 17 marzo u.s., ma perché dimostra, qualora ce ne fosse ancora bisogno, l’atteggiamento intransigente ed ostile verso i numerosi Cittadini Ostunesi e non, che hanno manifestato più volte la netta contrarietà all’allocazione della vasca dei reflui fognari in quel sito di notevole interesse paesaggistico ed ambientale chiedendone a gran voce lo spostamento. Considerato quanto accaduto, questo Comitato invita il sindaco Gianfranco Coppola e tutte le Autorità preposte, ad attuare tutti gli adempimenti nel pieno rispetto della legalità volti a scongiurare questi comportamenti che pregiudicano il rapporto fiduciario che i cittadini hanno nei confronti di chi gestisce la res publica. Questo Comitato chiede altresì al Presidente della Regione Puglia Emiliano di mettere fine alla sua incomprensibile inerzia ed a quella della Regione Puglia di fronte a questo problema. Questo atteggiamento è inspiegabile per un Presidente che da un lato si sta battendo con coraggio, in nome della tutela dell’ambiente, contro le trivellazioni dei fondali marini e contro l’approdo della TAP a Melendugno, dall’altro invece, tace sul grave danno ambientale che sta per essere attuato sul litorale Ostunese. Infatti se è pur vero che l’Amministrazione Emiliano non ha alcuna responsabilità circa l’ individuazione dell’attuale sito su cui dovrebbe essere ubicata la vasca dei liquami (responsabilità che ricade interamente sull’Amministrazione Vendola), la stessa avrà però la responsabilità della sua effettiva realizzazione. Si chiede, pertanto, al nostro Presidente Emiliano di non ignorare le istanze di una intera collettività e della Commissione Ambiente del Senato, ma è il momento di prendere pubblicamente una posizione dichiarando una volta per tutte la disapprovvazione all’esecuzione di questo “ecomostro” sulla marina di Ostuni ed avendone pieno potere, di bloccarlo ordinando la variante esecutiva al progetto nell’ormai noto sito alternativo. Alla luce di quanto accaduto, non ci “adegueremo” ne “stringeremo mani” a chi continua a sostenere testardamente questa assurda scelta localizzativa. Invitiamo tutti i cittadini di buon senso a collaborare con questo Comitato, non solo per evitare altri tentativi maldestri come quello di questi giorni, ma soprattutto ad impedire questa irrimediabile ferita nei confronti della marina di Ostuni

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