Dissequestro Pessina Ostuni2
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Crollo all’interno dell’edificio “Enrico Pessina” di Ostuni: chiuse le indagini preliminari.

Il pubblico ministero della procura di Brindisi Pierpaolo Montinaro ha notificato nelle ultime ore gli avvisi di conclusione delle indagini a tre dei cinque indagati iniziali. In questa fase dell’istruttoria è al vaglio la posizione di Roberto Melpignano, in qualità di dirigente dei lavori pubblici del comune di Ostuni, difeso dagli avvocati Domenico Di Terlizzi e Amleto Carobello; Salvatore Molentino nelle vesti di direttore dei lavori, i cui legali sono Francesco Sabatelli e Francesco Stella; Palmiro Brocca rappresentante legale dell’azienda che ha eseguito gli interventi di ristrutturazione all’interno del complesso scolastico, difeso dagli avvocati Gaetano Centonze e Francesco Flascassovitti. Il pm, dopo aver valutato tutta la documentazione proveniente dalle indagini di polizia, coordinate dal commissariato di Ostuni, ed acquisito la perizia tecnica dell’ingegnere Michele Collella, ha deciso, al momento, di non imputare nessun capo d’accusa nei confronti di Roberto Fuzio, collaudatore dei lavori, e dell’azienda di Ceglie Messapica che ha eseguito le rifiniture, il cui rappresentante era Vito Urgesi. Diversa invece le altre posizioni al momento. Palmiro Brocca risulta iscritto nel registro degli indagati, per i reati tra gli altri di« inadempimento di contratti di pubbliche forniture, cooperazione colposa e lesioni colpose». Salvatore Molentino potrebbe rispondere, invece, di «falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità e lesioni colpose». Le accuse nei confronti di Roberto Melpignano riguardano la «falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici». L’acquisizione di tutti i documenti sull’ appalto è stata svolta contemporaneamente con tutta la fase d’indagine tecnica, dove i periti di parte hanno effettuato una serie di verifiche: indagini tecniche, battitura meccanica, prove di Pull, un’indagine termografica per accertare lo stato di coesione dell’intonaco allo strato del solaio. Ed è proprio su quest’ultimo punto che si concentra la maggiore criticità emersa: dopo gli esami di laboratorio eseguiti sui materiali recuperati, sarebbe stata riscontrata la scarsa aderenza dell’intonaco alla struttura di supporto in cemento armato. Di qui il cedimento di un blocco d’intonaco avvenuto lo scorso 13 aprile nella 2° E, con il ferimento di due piccoli alunni della classe, e di una insegnante. La scuola fu immediatamente posta sotto sequestro. Dopo gli accertamenti anche in altre aree dell’edificio, l’edificio fu dissequestrato il 30 giugno scorso, con una serie di prescrizioni, che obbligavano l’ Ente proprietario dell’ immobile, in questo caso il comune di Ostuni, ad effettuare degli interventi di ripristino.

Al termine dei lavori, costati all’amministrazione comunale 100 mila euro ed eseguiti alla ditta Greco 2 S.r.l. con sede a Carovigno, con direzione affidata all’ingegnere Francesco Ricci di Martina Franca, la scuola è stata ufficialmente riaperta il 14 settembre scorso.

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