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L’operazione è stata effettuata dai poliziotti del Commissariato di Ostuni. L’uomo è responsabile di maltrattamenti pluriaggravati in famiglia e lesioni pluriaggravate, ai danni della stessa moglie.

Di seguito il comunicato stampa

Si comunica che all’esito di laboriose attività investigative, protrattesi per l’intera estate, nella serata di ieri i polizotti del Commissariato di Ostuni (BR) sono riusciti a localizzare e bloccare M.A., di origine tarantine, di anni 73, al quale hanno notificato ordinanza applicativa di misura coercitiva personale dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alla moglie N.M.S., di anni 65.

In particolare M.A. è ritenuto responsabile dei delitti di maltrattamenti pluriaggravati in famiglia e lesioni pluriaggravate, ai danni della stessa moglie già convivente N.M.S., la quale, a fronte di reiterati e gravissimi comportamenti posti in essere dall’uomo, in fine, si era presentata nel Commissariato di Ostuni (BR), ove aveva definitivamente manifestato l’intendimento di procedere a termine di legge nei confronti del coniuge violento.

Attraverso l’ordinanza notificatagli, a M.A. è stato prescritto di lasciare immediatamente la casa familiare e di non accedervi, neppure temporaneamente, senza l’autorizzazione del Giudice procedente, nonché di non avvicinarsi ai luoghi frequentati abitualmente dalla moglie, mantenendo da essa una distanza non inferiore a metri 300, con rigoroso divieto di non comunicare con costei né in forma scritta, né a mezzo del telefono, né tramite la rete Internet.

L’indagato, dopo aver prelevato i propri effetti personali sotto il controllo dei poliziotti del Commissariato di Ostuni (BR), ha lasciato la casa familiare con l’avviso che in caso di violazione la misura sarà sostituita con altra più severa.

E’ appena il caso di evidenziare che il Giudice Maurizio SASO,- G.I.P. presso il Tribunale di Brindisi (BR)- , ha condiviso in pieno l’impianto accusatorio costituito  dalla gran mole di elementi raccolti dai poliziotti di Ostuni (BR), che, partendo dalla denuncia della vittima, hanno individuato ed escusso numerosi testimoni e documentato il grave quadro clinico in cui la donna era stata indotta per effetti delle condotte violente  cui sistematicamente il coniuge l’aveva progressivamente sottoposta.

Infatti – si legge nell’ordinanza del Giudice – “Maltrattava la moglie convivente N.M.S., ponendo in essere nei confronti della stessa sistematiche condotte di violenza, sopruso e umiliazione, percuotendola ripetutamente “.

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Numerosi e gravissimi gli episodi ricostruiti e documentati dai poliziotti:

  • Verso la metà di luglio, l’uomo avrebbe strattonato la moglie facendola cadere al suolo, cagionandole lesioni all’avambraccio e alla regione sacrale;
  • Verso la metà di aprile, aveva afferrato per i capelli, per poi farla cadere al suolo, cagionandole contusione cranica;
  • Verso la fine di giugno, l’aveva afferrata per il collo, cagionandole traumi contusivi lombari e dei polsi, con contestuale e ripetuta minaccia di morte, ingiurie e epiteti indicibili, indi, era giunto al punto di sputarle così sottoponendola ad una serie di  sofferenze fisiche e psichiche nell’ambito di un regime di vita insostenibile e mortificante.

L’uomo, tra l’altro, aveva assunto atteggiamento cosi particolarmente aggressivo e deciso in occasione di quest’ultimo episodio (fine giugno 2015), al fine di costringere la moglie a disinvestire titoli di credito cointestati, al fine di trasferirli sul proprio conto (cosa che, invero, era già avvenuta per uno di essi).

Il Giudice, pertanto, alla luce dei gravi indizi di colpevolezza, puntualmente raccolti dai poliziotti di Ostuni (BR), tali da aver adeguatamente reso l’idea dei ripetuti comportamenti

vessatori e violenti dell’uomo, tali, peraltro, da aver assunto la connotazione della serialità, nonché idonei ad vare determinato nella persona offesa una stato di frustrazione con conseguente compromissione della serenità della vita domestica,  vista la richiesta del Sostituto Procuratore presso la Procura del Tribunale di Brindisi, Dottor. Pierpaolo MONTINARO, ha disposto che a M.A. fosse applicata la misura coercitiva cui ieri sera l’uomo è stato assoggettato, immediatamente dopo essere stato localizzato e bloccato.

Le indagini, complessivamente, sono durate circa quattro mesi.

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