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I due sono stati denunciati a piede libero dagli agenti per tentata truffa

I finti ispettori dell’INPS sono stati individuati e denunciati a piede libero dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Ostuni. I due di origine napoletana con precedenti sono stati ritenuti responsabili di tentata truffa in concorso, sostituzione di persona ed altro, si tratta di D.C. di anni 51 (residente a Casalnuovo – NA), e D.D.  di anni 29 (anche residente a Napoli).

Di seguito il comunicato stampa del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Ostuni.

Nella prima mattinata di ieri (ore 09,30), l’anziano B.A., di anni 88, immediatamente dopo essere uscito di casa (per recarsi al bar per la colazione), era stato avvicinato da un soggetto (D.C.), il quale gli aveva chiesto la consegna di danaro, quale contropartita per un non meglio precisato elettrodomestico per la preparazione domestica di caffè. L’anziano, colto di sorpresa, aveva glissato rendendosi indisponibile a qualsivoglia tipo di acquisto. Ad ogni modo, lo stesso anziano aveva ben riconosciuto in quell’uomo, lo stesso che nel primo pomeriggio del giorno 30 u.s., si era presentato a casa sua (in Ostuni) e, dichiarando di essere un funzionario I.N.P.S., aveva preteso di entrare in casa sua, dapprima asseritamente per chiarire alcuni aspetti relativi alla sua posizione contributiva, poi, per regolarizzare alcuni pagamenti non effettuati mediante consegna diretta di danaro contante.

Malgrado le insistenze e l’argomentare suadente dello sconosciuto, l’anziano non aveva creduto a quanto da costui sostenuto, anzi, col contributo della di lui moglie (85nne), l’aveva allontanato in malo modo, con urla e la minaccia di far intervenire suo figlio. Per tutta risposta – stando a quanto poi denunciato dall’anziano – lo sconosciuto si era allontanato ma gli aveva fatto presente che l’indomani (ossia ieri mattina), si sarebbe ripresentato da lui proprio perché desideroso di parlare con suo figlio.

E, in effetti, come già detto in introduzione, nella prima mattinata di ieri, così come preannunciato, D.C. si era ripresentato dall’anziano, nel senso che lo aveva “agganciato” all’esterno della sua dimora. Indi, l’anziano era riuscito a raggiungere un bar del centro di Ostuni, costantemente tampinato da D.C., il quale – come già detto – gli aveva chiesto la consegna di danaro, quale contropartita per un non meglio precisato elettrodomestico per la preparazione domestica di caffè (che egli gli avrebbe fornito). Vistosi letteralmente assediato dall’uomo, conclusa la colazione, l’anziano si era frettolosamente diretto verso casa. Quivi giunto, stranamente si era trovato di fronte, per l’ennesima volta, il medesimo sconosciuto (D.C.), il quale, a suo dire, gli aveva chiesto di salire in casa poiché era indispensabile che egli parlasse con suo figlio (dell’anziano). Purtroppo, a fronte di tale martellante e suadente pressione esercitata, l’anziano aveva in fine acconsentito acché lo sconosciuto entrasse in casa sua.

Costui (D.C.), a detta dell’anziano, una volta in casa, si era autonomamente diretto nella sia stanza da letto, ove giaceva la coniuge del malcapitato, che, con somma sorpresa, s’era trovato di fronte lo sconosciuto; a questo punto, vinto qualche iniziale indugio, sebbene spaventata da quell’irrituale presenza, l’anziana signora aveva iniziato ad urlare.

Tale circostanza, era coincisa con l’arrivo, in quella stessa casa, dei poliziotti del Commissariato di Ostuni, i quali avevano raggiunto quell’abitazione (e vi erano entrati con determinazione), all’esito di una segnalazione giunta in Commissariato dal figlio dei due anziani anzidetti, che, a sua volta, era stato avvertito telefonicamente da un suo conoscente del fatto che suo padre era “tampinato ” da uno sconosciuto dal modo di fare alquanto sospetto. Tale segnalazione, pertanto, era stata davvero provvidenziale, visto che i poliziotti avevano immediatamente bloccato D.C. mentre era ancora in casa; qualche attimo dopo, in quella stessa casa, era giunto il figlio dell’anziana coppia, il quale ha riferito ai poliziotti che suo padre gli aveva accennato della strana visita che il sedicente funzionario INPS aveva loro fatto in data 30 u.s.

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I conseguenti accertamenti espletati dai poliziotti, hanno consentito di individuare un altro soggetto che agiva in concorso con D.C., tale D.D., rintracciato nei pressi dell’abitazione degli anziani, a bordo di una vettura Fiat 500 L (ultimo tipo).

La perquisizione eseguita a bordo di tale vettura, consentiva di rinvenire e sottoporre a sequestro due microtelecamere in ordine alle quali i due uomini non hanno saputo fornire esaurienti spiegazioni circa la relativa provenienza ed il loro concreto utilizzo; peraltro, detta attrezzatura elettronica si presentava anche con marchio “C.E.” palesemente non conforme ai dettami previsti per legge.

Una volta condotti in questo Commissariato di P.S., acquisite le testimonianze di numerose persone informate dei fatti e formalizzata la denuncia-querela da parte dell’anziano B.A., i due soggetti (D.C. di anni 51, e D.D. di anni 29) sono stati formalmente resi edotti di essere indagati, in stato di libertà, siccome ritenuti responsabili di tentata truffa pluriaggravata, in concorso, sostituzione di persona, ed altro.

Sono in corso ulteriori indagini ed accertamenti, sia al fine di meglio circostanziare la vicenda qui riassuntivamente descritta, sia per individuare casi criminosi analoghi perpetrati in questa Città Bianca e Centri viciniori mediante adozione delle medesime modalità, sia per individuare responsabilità di potenziali fiancheggiatori dei predetti soggetti, i quali annoverano numerosi precedenti penali e di polizia (segnatamente D.D.), anche specifici.

Ad ogni modo, questo commissariato di P.S., a tutela dei cittadini, segnatamente allo scopo di scongiurare episodi criminali in pregiudizio di anziani (e non) ad opera di soggetti che si dichiarino funzionari, o semplice, comunque, incaricati INPS, ricorda che l’Istituto non manda dipendenti a casa per rimborsi, controlli della posizione pensionistica o, men che meno, per la sostituzione di banconote false erroneamente date. In più circostanze, infatti, le DIREZIONI INPS hanno reso noto che nessun titolo i dipendenti dell’Istituto sono autorizzati richiedere, accettare o consegnare a domicilio somme di danaro. Chi dovesse ricevere eventuali visite a domicilio da parte di “FUNZIONARI” o incaricati di qualsivoglia ente previdenziale/assistenziale sono pregati di segnalarne la presenza al 113/112, agli Uffici INPS competenti.

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