Dissequestro Pessina Ostuni2
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Sono iniziati ieri i lavori all’interno dell’edificio ”Pessina” di Ostuni. Dopo la relazione tecnica dell’ingegnere Francesco Ricci, incaricato dal comune, e le analisi di laboratorio eseguite sui materiali recuperati dalle aule, sarebbe emerso che l’intonaco dell’ala sinistra del piano terra avrebbe scarsa aderenza alla struttura di supporto in cemento armato. Questa significa che il distacco iniziale, che si è verificato lo scorso 13 aprile nella 2^E, con il ferimento di due alunni ed un’insegnante, si sarebbe potuto verificare anche in altre aule o corridoi della stessa area. Elemento questo che renderebbe necessaria la rimozione dell’intonaco in tutta l’ala sinistra e la sostituzione con nuova e diversa finitura. Il costo totale degli interventi, compresi oneri e indagini tecniche, battitura meccanica, indagini termografiche, prove di Pull, è di 100 mila euro. I lavori sono stati affidati alla ditta Greco 2 S.r.l. con sede a Carovigno. La direzione è stata assegnata allo stesso ingegnere Ricci, di Martina Franca. Questi primi passi per dare avvio agli interventi di ripristino sono stati intrapresi dall’ufficio tecnico del comune di Ostuni, seguendo le prescrizioni presenti nel provvedimento di dissequestro dell’edificio, da parte della procura di Brindisi, titolare dell’inchiesta, emesso il 29 giugno scorso. Il consulente del P.M. aveva dato il nulla osta al dissequestro dell’immobile, legato, però, a specifiche osservanze : «A condizione che si provveda alla rimozione generalizzata dell’intonaco dell’aula dove è avvenuto il crollo e a indagini specifiche atte a scongiurare il pericolo nel resto della scuola». Ovviamente in questa fase frequenti saranno i contatti con l’autorità giudiziaria che sta seguendo da vicino la vicenda. L’obiettivo comune da parte di inquirenti e amministrazione comunale è doppio: da una parte continuare la ricerca della verità sulle eventuali responsabilità del crollo dell’aprile scorso, dall’altra permettere che alla riapertura dell’anno scolastico, gli oltre 650 alunni del primo circolo didattico possano far rientro nello storico edificio della Città BIanca. Il 14 settembre, data probabile di ripresa ufficiale delle lezioni, l’auspicio di tutti, insegnanti e soprattutto genitori, che nel frattempo anche grazie al comitato costituito nelle scorse settimane, è che la campanella possa tornare a suonare nel “Pessina”, che nel giro di poco tempo, nell’ala sinistra, si ritrova ristrutturato. Come è emerso anche nell’ultima delibera di giunta, l’evolversi della vicenda dal punto di vista processuale, sarà determinante, anche per richiedere da parte del Comune un eventuale rimborso della somma investita per questi interventi di ripristino, di 100 mila euro, alla ditta Palmiro Brocca di Lecce, titolare dell’appalto nel 2010 per la realizzazione di intonaci e rifiniture. L’inchiesta della magistratura di Brindisi comunque va avanti. Dopo il sequestro del 13 aprile scorso, a poche ore dal grave cedimento di un blocco d’intonaco nella 2 E^, tre sono stati sopralluoghi da parte dei tecnici incaricati dalla Procura e quelli delle parti civili. Un ‘indagine che vede nel registro degli indagati, attualmente, cinque persone tra dirigenti dell’ufficio tecnico e titolari delle imprese che hanno eseguito i lavori di ristrutturazione all’interno del complesso scolastico. Lavori iniziati nell’ottobre del 2010 e conclusi nel dicembre del 2014. La scuola fu inaugurata il 12 gennaio del 2015. Pochi mesi dopo, però, avvenne l’inimmaginabile: l’intonaco che cede, due bambini ed una maestra feriti ed un edificio appena ristrutturato, che ospita quasi 700 alunni, nuovamente chiuso.

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