Studio in subbuglio ed ingresso forzato. E’ questa la macabra scoperta che ha fatto il veterinario e consigliere comunale Ernesto Camassa, nel suo studio professionale questa mattina.

Sul posto è giunta anche una pattuglia dei carabinieri della città bianca, coordinata dal maresciallo Domenico Barletta, per i primi rilievi e per ascoltare la testimonianza della vittima dell’episodio. Lo studio si trova in via Silletti, a pochi passi dall’istituto tecnico “Monnet” di Ostuni. Gli inquirenti potrebbero così eventualmente valutare l’ipotesi di acquisire immagini da possibili sistemi di videosorveglianza presenti nell’area. Al momento le indagini non seguono una pista specifica. Le forze dell’ordine nelle prossime ore, anche con i pochi elementi a disposizione, cercheranno di capire se possa essersi trattato di un gesto isolato, o collegato in qualche modo alle dinamiche amministrative.

«Esprimo massima solidarietà al consigliere e amico Ernesto Camassa». Il sindaco della città bianca Gianfranco Coppola, amareggiato per l’ atto intimidatorio contro l’esponente del  movimento civico Noi Ora, commenta a caldo l’accaduto. «Sono preoccupato rispetto a questo episodio e per sua la gravità. Mi auguro che possa essersi trattato – afferma il primo cittadino – di un gesto isolato». Coppola sottolinea alcuni aspetti, e strane coincidenze. «Spero che sia solo un caso il fatto del ieri c’è stato il passaggio per la gestione del canile da privata ad un servizio d’internalizzazione comunale insieme ad una cooperativa. Mi auguro che non ci sia niente che possa essere collegato a tutto ciò. Intanto posso solo auspicare – continua il sindaco – che in futuro ci possa essere una distensione collettiva nei toni e nelle posizioni da parte di tutte le forze politiche, dopo il confronto animato dell’ultimo consiglio comunale». Coppola è certo che il lavoro degli inquirenti riuscirà a ricostruire quanto accaduto contro l’ex assessore ai lavori pubblici del comune di Ostuni. «Sono convinto che le forze dell’ordine e l’autorità giudiziaria sapranno far piena luce su questo episodio. Oltre a rinnovare la mia solidarietà ad Ernesto Camassa, spero davvero che possa trattarsi di un gesto isolato, magari solo di qualche balordo, che ha potuto immaginare di trovare chissà che cosa nello studio professionale. Mi auguro davvero che si escluda presto ogni tipo di collegamento con l’attività amministrativa».

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