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L’ uomo un 43enne di Ostuni assicuratore ed incensurato, è stato indagato per stalking.

Di seguito la nota del Commissariato di Ostuni

Si comunica che nel primo pomeriggio di ieri, a conclusione di delicate indagini e servizi di polizia giudiziaria, personale di quest’Ufficio ha definitivamente  localizzato e bloccato B. M., di anni 43, assicuratore, incensurato, ritenuto responsabile di stalking (art. 612/bis c.p. co. 1, 2), cui è stata notificata l’Ordinanza applicativa della misura coercitiva del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati abitualmente dalla persona offesa (la sua ex fidanzata), misura cautelare coercitiva emessa dal dott. Giuseppe LICCI, Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Brindisi. Va detto che la richiesta di tale misura cautelare era stata chiesta dal Sost. Proc. della Repubblica dott. Pierpaolo MONTINARO, quale Pubblico Ministero titolare del procedimento penale che era stato incardinato a seguito delle prime informative inviate in Procura dai poliziotti di questo Commissariato di P.S., i quali, dopo aver preso atto della gravissima problematica vissuta dalla vittima (ex fidanzata) avevano tempestivamente avviato le indagini preliminari. In particolare, le indagini avevano consentito di acclarare che l’odierno indagato, con condotte reiterate, insistenti e durature, aveva minacciato e molestato la ex fidanzata, tanto da averle cagionato  un perdurante e grave stato d’ansia e di paura ovvero un fondato timore per l’incolumità propria e dei propri congiunti, tanto da aver costretto la donna ad alterare le proprie abitudini di vita. In particolare, l’uomo aveva avviato condotte persecutorie e moleste, a seguito della deciso ne della donna di interrompere la relazione; l’aveva inondata di e-mails dal contenuto delirante ed ossessivo, dai cui contenuti di deduceva che la vittima fosse controllata nei suoi spostamenti. I poliziotti, avevano cominciato a prendere atto della  problematica essendo intervenuti poiché erano state rilevate scritte denigratorie (della ex fidanzata e relativa famiglia) sia sui muri prospicienti i luoghi frequentati dalla donna, sia nei pressi del logo di lavoro della stessa. Ovviamente,  dette scritte iniziali avevano spinto la poverina a vivere in stato di costante agitazione e paura, tanto che, interpellata dai poliziotti, si era determinata a sporgere formale denuncia-querela (fatti accertati a decorrere dal  mese di gennaio 2015 e protrattisi sino a maggio u.s.). All’esito della richiesta del P.M., rilevata l’inequivocità e gravità degli indizi di colpevolezza, il G.I.P. ha ritenuto esaustivo l’impianto accusatorio posto in rassegna dalla Polizia Giudiziaria e, quindi, dallo stesso P.M. proponente. Il compendio indiziario è costituito non solo dal contenuto delle denunzie-querele presentate dalla vittima ma anche dalle riprese effettuate attraverso telecamere installate nella zona e che ritraevano l’autore delle scritte ingiuriose, puntualmente riconosciuto nell’indagato da parte della vittima.

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Va specificato che la vittima si era indotta a sporgere le querele, malgrado lo stesso indagato fosse stato “diffidato” dal Dirigente del Commissariato di P.S. di Ostuni, il quale lo aveva formalmente invitato ad astenersi dal reiterare tali azioni; del tutti insensibile a  tale “diffida”, il fenomeno delle scritte offensive sui muri era comunque proseguito. Vista la delicatezza della situazione, la donna ha dovuto usare tutti gli accorgimenti per non trovarsi mai in presenza dell’indagato, tanto da determinare un effetto destabilizzante della serenità e dell’ equilibrio psicologico della vittima e dei congiunti. Nel corso delle articolate indagini, sono stati espletati delicati accertamenti a fine di verificare tentativi di accesso alla e-mail della vittima, richieste di cambio password al gestore, pedinamenti,  sino ad averla bloccata sotto casa o nei pressi del luogo di lavoro. Medesima attività di accertamento, è stata espletata per tentare di acquisire elementi in ordine ad una serie di atti vandalici dei quali è stata suscettibile la vettura e la porta di accesso all’autorimessa della vittima (commessi apparentemente da ignoto). Il picco massimo delle scritte oltremodo offensive e volgari sui muri (in prossimità del luogo di lavoro e dell’abitazione della vittima), si è riscontrata nel mese di maggio u.s. Anche in tal caso, le indagini condotte dal Commissariato di P.S. di Ostuni avevano consentivano di acquisire i filmati video delle telecamere esistenti nella zona; la vittima, viste le immagini, aveva in fine individuato l’autore delle scritte nell’ex fidanzato, riconosciuto dalla corporatura, dall’abbigliamento, dalle movenze. Indi, alla luce delle esigenze cautelari concrete ed attuali, tenuto conto dell’indole particolarmente incline all’uso della molestia e della violenza, come forma di coartazione psicologica sulla querelante, il GIP ha ritenuto ricorrere l’esigenza di evitare una probabile reiterazione di analoghe , applicando all’uomo la misura invocata dal P.M. L’uomo, è stato bloccato ieri pomeriggio, all’interno della sua abitazione, mentre era a pranzo con i congiunti: stando all’ordinanza notificatagli, gli è fatto rigoroso divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati abitualmente dalla persona offesa, in particolare l’abitazione della stessa, il luogo di lavoro e, comunque, dovrà mantenere una distanza non inferiore ai 300 metri dalla donna e da detti luoghi, con divieto di comunicare con la stessa, in forma scritta, a mezzo del telefono o tramite rete internet. Allo stesso, è stato cautelativamente ritirato un fucile da caccia legittimamente detenuto ed il relativo porto d’armi.

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