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Finite le ore di cassa integrazione torna l’incubo dei licenziamenti all’interno di una delle più importanti aziende di Ostuni. La Telcom S.p.a. infatti, avrebbe manifestato l’intenzione di procedere ad un’ ulteriore procedura di riduzione del personale, dopo i tagli già fatti in passato: sembrerebbero a rischio nelle prossime settimane 65 posti di lavoro, con una forza di produzione e gestione che dalle attuali 197 unità si ridurrebbero a 132. Decisione dell’azienda determinata da un forte calo del fatturato sceso del 35% negli ultimi sei anni. L’impresa ostunese realizza prodotti plastici per i settori di arredo esterno, florovivaismo, termoidraulica, e produce anche prodotti in creta. Nel 2008 la “Telcom S.p.a” era in grado di utilizzare circa 6 milioni di kg di materia prima con 400 mila ore: un dato che negli ultimi anni ha registrato un calo sensibile che, oggi, si attesterebbe intorno ai 2,7 milioni di materia prima con 250 mila ore di lavoro. Sarebbero stati già individuati i settori ove andare a prevedere la razionalizzazione della forza lavoro e che riguarderebbero il reparto “linea” , la fase di “finissaggio”, il settore del “stampaggio rotazionale”. Esuberi previsti anche per la logistica ed il magazzino. La “Telcom S.p.a.” avrebbe già informato le sigle sindacali, confindustria “Brindisi” ed il servizio “Politiche attive per il mercato del lavoro” della Provincia. Una riduzione drastica del personale, dell’ oltre il 30% che giungerebbe al termine del limite massimo di richiesta di cassa integrazione. L’azienda in passato, infatti, aveva usufruito della Cig ordinaria e successivamente di quella straordinaria: provvedimenti, questi, rientranti nelle misure per le crisi aziendali. La “Telcom S.p.a.” ha già dal 2012 inattivo uno stabilimento in provincia di Messina. Nell’est Europa tra Albania e Romania l’azienda della città bianca controllerebbe due piccole realtà produttive specializzate nella produzione di serbatoi e contenitori per liquidi, con un totale di 20 dipendenti. Un’attività di ristrutturazione aziendale dei vertici di questa impresa che già tra il 2008 ed il 2009 aveva portato ad altri drastici tagli di personale: a mobilitarsi allora le varie sigle sindacali e le istituzioni locali che provarono ad aprire un tavolo di confronto con i dirigenti dell’azienda per scongiurare un ‘ipotesi, poi purtroppo diventata realtà. Ora questo nuovo ricorso alle procedure, dapprima di mobilità e successivamente alla possibile interruzione del contratto di lavoro, potrebbe determinare altre situazioni di ampia discussione per valutare possibilità diverse da quelle del licenziamento, che al momento,però, per ragioni di carattere prettamente economico l’azienda escluderebbe. Una crisi del mercato internazionale in questo settore, come in tanti altri ambiti, più forte, sembrerebbe a questo punto, degli interventi di ristrutturazione, razionalizzazione e riduzione dei costi, compresi investimenti senza contributi pubblici fatti dalla “Telcom S.p.a.” nell’ultimo periodo.

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