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Riceviamo e Pubblichiamo

Intorno alle ore 07,00, i poliziotti della “Volante” si sono precipitati nella stazione ferroviaria di Ostuni, chiamati telefonicamente da un Ispettore di Polizia (in servizio presso la Divisione anticrimine della Questura di Brindisi) che, allarmato ed in evidente concitazione, aveva comunicato di essere in forte difficoltà in quanto era appena intervenuto per evitare che un nigeriano, a bordo del treno sul quale era appena salito, usasse violenza al capotreno, nei confronti dei quali aveva manifestato intendimenti apertamente ed inequivocabilmente ostili.

Immediatamente sul posto, i poliziotti hanno effettivamente dovuto affrontare una situazione oltremodo difficile e critica; difatti, il treno regionale BA-LE – RV 12581 (partito da Bari alle ore 06,10), era fermo in stazione e i termini della questione erano subito parsi alquanto complessi. Tuttavia, ancor prima che gli agenti avessero potuto ben comprendere con precisione i termini della questione, il corpulento energumeno, avvedutosi del loro sopraggiungere, non aveva esitato ad indirizzare anche a loro offese, epiteti di vario genere e, soprattutto, chiare minacce di passare a vie di fatto qualora non avessero desistito dall’identificarlo. Ovviamente, ciò non ha affatto intimidito i poliziotti (e l’ispettore che li aveva lì fatti intervenire) che, all’esito di numerosi tentativi finalizzati a “prendere con le buone” il violento nigeriano, del tutto refrattario a qualsivoglia forma di mediazione e collaborazione, si sono visti costretti – di contro – a cercare di schivare forti calci e pugni che il predetto aveva improvvisamente cominciato ad indirizzare loro, col chiaro intento di colpirli. Insomma, avendo rilevato che i poliziotti non erano impressionabili, KINGSLEY Samuel aveva ritenuto che l’unico sistema per tentare di evitare di declinare le proprie generalità (questa era la sua primaria esigenza), era quello di cercare di neutralizzarli con la violenza, per poi evidentemente darsi alla fuga e far perdere le sue tracce.

Nel frattempo, sul posto era giunta anche un’altra Volante del Commissariato di P.S. di Ostuni, chiamata dai poliziotti che erano in forte difficoltà col nigeriano, il quale continuava a cercare di colpirli (ed a colpirli) con inusitata violenza. Difatti, l’intervento dei “rinforzi” è stato provvidenziale, considerato che KINGSLEY Samuel era riuscito a colpire ripetutamente e gravemente i poliziotti della prima Volante. In ogni caso, alla fine e con non poche difficoltà, i poliziotti sono riusciti ad immobilizzare l’extracomunitario che, vistosi ridotto alla ragione, aveva sì declinato le sue generalità, ma fornendo una data di nascita falsa.

Solo allora, finalmente, i poliziotti hanno compreso il motivo per cui il capotreno, allorché il convoglio era giunto nella stazione di Ostuni, aveva chiesto a KINGSLEY Samuel di scendere: questi, infatti, era salito a Bari ed, al primo controllo, aveva esibito un biglietto a percorrenza chilometrica che, al massimo, gli consentiva di raggiungere la città di Monopoli. Al successivo controllo del capotreno, eseguito dopo che detta città era stata superata (si era ormai a Fasano), KINGSLEY Samuel aveva comunicato al ferroviere (che lo aveva contestualmente invitato a scendere alla stazione di Ostuni) che egli non intendeva affatto ottemperare al suo invito e che, anzi, se non lo avesse lasciato viaggiare malgrado egli fosse senza titolo, lo avrebbe picchiato selvaggiamente.

Pertanto, per il capotreno, il problema di far scendere dal treno il nigeriano si era posto nella stazione di Ostuni, ove il convoglio è poi rimasto fermo per circa un’ora; solo allora, infatti, quando il capotreno, stava avendo la peggio, l’ispettore della Polizia diretto al suo posto di lavoro a Brindisi, aveva cominciato a fargli man forte, per quanto possibile, in attesa dell’arrivo dei poliziotti della Volante.

Davvero complicata l’opera di tutti i poliziotti al fine di riuscire a condurre l’energumeno dapprima in macchina, poi nel Commissariato di Ostuni. Va detto che mentre cercavano di farlo entrare nella macchina di servizio, KINGSLEY Samuel si era prima rifiutato di farsi perquisire, poi si era violentemente ri-scagliato contro i poliziotti con una furia inaudita, colpendoli con calci e pugni, riuscendo a divincolarsi e riuscendo a guadagnare la fuga, scappando all’interno della stazione ferroviaria, ove era stato poi inseguito e definitivamente bloccato, ammanettato e tratto in arresto.

Una volta in Commissariato, con la collaborazione della Polizia Scientifica di Ostuni e Brindisi, grazie al supporto degli elementi estratti dalle banche dati del Ministero dell’Interno, è stato possibile addivenire alla effettiva data di nascita di KINGSLEY Samuel: è emerso che KINGSLEY Samuel capiva e comprendeva correttamente la lingua italiana. In fase di più accurata disposizione, lo straniero era stato trovato in possesso dei documenti, assieme ad un permesso di soggiorno rilasciato dalla Questura di Napoli ed un altro foglio effigiante la sua persona, entrambi in fotocopia.

Lo stesso, è risultato annoverare precedenti penali per analoghi fatti, ossia oltraggio a PP.UU., resistenza a PP.UU. ed interruzione di PP.SS. commesso il 21.04.2013 a Riccione, oltre a varie inosservanze dell’ordine di abbandono del territorio nazionale.

Dell’avvenuto arresto è stata data notizia al P.M. di turno presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Brindisi, nella persona della Dott.ssa CHIMIENTI che, preso atto che trattavasi di soggetto pericoloso e senza fissa dimora, ha disposto che l’arrestato venisse associato alla Casa Circondariale di Brindisi, a disposizione dell’A.G.

Tre degli Agenti intervenuti, a causa delle ferite e delle contusioni riportate durante le fasi concitate dell’arresto del cittadino extracomunitario, sono stati costretti a fare ricorso alle cure dei sanitari, recandosi presso il Pronto Soccorso del Nosocomio di Ostuni (BR). In particolare, l’Ispettore è stato giudicato guaribile in giorni 7 S.C., mentre i due assistenti della prima Volante intervenuta, sono stati giudicati guaribili entrambi in gg. 5 (lesioni in varie parti del corpo, con contusioni gravi anche al volto).

 

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