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Il consigliere comunale Andrea Pinto è intervenuto sulla relazione della Direzione Investigativa Antimafia che riguarda anche il comune di Ostuni.

Nei giorni scorsi è stata pubblicata la “Relazione semestrale al Parlamento”, predisposta dalla Direzione Investigativa Antimafia (DIA) e contenente una dettagliata analisi in merito a tutte le attività criminali operanti sul territorio Nazionale. Con profondo rammarico mi ritrovo a constatare la menzione espressa della nostra Comunità nell’analisi svolta dagli inquirenti, in riferimento a fatti ormai noti ed all’interdittiva antimafia che è pendente sul nostro territorio comunale dallo scorso novembre.

Ritengo sia doveroso esprimere le mie riflessioni come padre e cittadino ostunese, ancor prima che come componente del Consiglio Comunale: non intendo pertanto avallare l’invettiva di natura politica, in quanto credo che l’immobilismo gattopardesco di questa Amministrazione nei confronti di una situazione incresciosa per la comunità tutta, ponga in capo all’appartenenza politica un’importanza secondaria.

Fare politica, dedicarsi all’Amministrazione della Cosa Pubblica a qualsiasi livello ed in qualsivoglia ente dovrebbe voler dire convogliare nel quotidiano con determinate specie di valori, i quali dovrebbero rappresentare degli autentici doveri morali per un amministratore. Un vademecum che molto spesso viene trascurato e che – in questa specifica situazione riguardante la nostra città – rende l’immagine di un intero territorio vittima dell’inerzia che caratterizza chi ci amministra. In molte realtà a noi vicine, infatti, gli amministratori hanno rassegnato in tempi brevi le proprie dimissioni a fronte di situazioni simili che si sono verificate, non limitandosi a note sugli organi di stampa o sui social, atte a calmierare e mascherare la palese realtà che ci circonda e che emerge ogni giorno di più, abusando dell’intelligenza di un’intera cittadinanza.

Non è stato salvaguardato quell’amore per la Comunità che viene in ogni occasione millantato, in quanto le conseguenze di tali vicende saranno da scontare su molteplici fronti, su tutti quello turistico ed imprenditoriale, rappresentanti linfa vitale per il territorio. Le moltitudini di imprenditori che vorranno investire nel nostro territorio e di turisti che ogni anno giungeranno in città, in futuro dovranno così confrontarsi con una realtà il cui “biglietto da visita” certamente risulterà tutt’altro che appetibile, considerando come le vicende in precedenza menzionate abbiano attirato l’attenzione degli inquirenti della DIA.

In ultimo, ma non per importanza, in un contesto di ripartenza post-pandemica, nel quale spesso si è fatta menzione di numerosi fondi e progetti di ripresa ai quali la nostra comunità parteciperebbe, sicuramente appare chiaro come una situazione caratterizzata da simili intrecci e da una tale incapacità gestionale non risulti d’aiuto. Per questo ritengo che, da padri di famiglia e con la dovuta diligenza, gli amministratori avrebbero dovuto fare un passo indietro già dagli albori di questa spiacevole vicenda che colpisce tutti noi in quanto ostunesi.

Andrea Pinto

Direzione Investigativa Antimafia
Relazione DIA 2° semestre 2021