Recuperare la posidonia per renderla produttiva, la proposta è di Andrea Pinto

Volantino Spazio Conad Mesagne

Recuperare la posidonia dal Porto di Villanova per renderla produttiva. Ecco la proposta di Andrea Pinto.

L’accumulo dei residui di foglie e fusti di posidonia lungo la riva ed a ridosso delle banchine, problematica ormai nota agli abitanti del nostro territorio, costituisce un notevole disagio per la balneazione, senza poi contare gli aspetti riguardanti l’onere economico causato dallo smaltimento di tali residui. U

n progetto di recupero di questi materiali organici come fertilizzanti, ammendanti o substrato per coltivazioni senza suolo, potrebbe – anche per Ostuni, così come già accade in altre realtà limitrofe – rappresentare la tanto attesa svolta sul tema della pulizia del porticciolo di Villanova.

In molte realtà non lontane dalla nostra, dalle quali sarebbe opportuno prendere esempio, ha preso piede con successo tale innovativa idea di reimpiego della posidonia e delle erbe marine: il recente progetto di riutilizzo di quei residui di foglie e fusti che troviamo sulle rive, proposto da Ispa-Cnr e dal Comune di Mola di Bari, ha ottenuto un finanziamenti persino dall’Unione Europea.
Si è contribuito così ad aprire nuovi orizzonti e prospettive per l’impiego in agricoltura di quelle che possono ben definirsi vere e proprie “biomasse spiaggiate”.

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La posidonia, comunemente ed erroneamente considerata un’alga, è una pianta acquatica superiore che con le sue praterie svolge importanti funzioni come ossigenare dell’acqua, fissare i fondali e proteggere le spiagge dall’erosione, fungendo inoltre da riparo e zona di riproduzione per la fauna marina, nonché nutrimento per pesci, cefalopodi e cordati.

Periodicamente, però, è noto come essa essa perda le foglie e, soprattutto in concomitanza della bella stagione, si ripresenti il problema della gestione dei residui spiaggiati lungo le coste.

L’obiettivo del progetto dell’Ispa-Cnr, già messo in campo, è quello di sviluppare un modello di gestione ecosostenibile dei residui, tale che questi rifiuti si trasformino in una risorsa, per l’ecosistema, per chi lo abita e per gli Enti che si occupano della manutenzione delle zone portuali e costiere.

Facendo proprio questo progetto, che già tanti successo ha avuto altrove, il nostro territorio beneficerebbe di incentivi non indifferenti sul piano economico ed ambientale, garantendo con maggior sollecito la pulizia del bacino del porticciolo ed intraprendendo così un’iniziativa risolutiva per quello che è l’annoso problema che attanaglia il nostro litorale.

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