Andrea Pinto
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Il consigliere comunale Andrea Pinto interviene sul Recovery Fund.

Lo scorso 9 febbraio, il Parlamento Europeo approvava in via definitiva il regolamento del – Dispositivo Europeo per la ripresa e la resilienza – per un valore di circa 700 miliardi di Euro.

Ogni Stato membro dell’UE, entro il prossimo 30 aprile, dovrà presentare il proprio piano che sarà in seguito valutato dalla Commissione Europea e adottato dal Consiglio. Ci stiamo ormai abituando a sentir spesso parlare di: Next Generation, Recovery Fund, Green City Accord, European Green Deal, ecc., ma nel contempo occorre farsi trovare pronti.

I prossimi anni disegneranno il futuro delle nuove generazioni, contribuendo ad un rilancio immediato dell’economia del nostro Paese, e in tale rinascita gli Enti Locali dovranno necessariamente avere un ruolo primario nella definizione dei progetti e delle priorità.

Ogni Comune avrà la possibilità di attrarre finanziamenti europei per investire nel patrimonio edilizio, nella rigenerazione urbana, sull’efficientamento energetico degli edifici, sul ciclo dei rifiuti, sulla tutela della biodiversità, sui percorsi turistici, culturali ed ambientali. Una vera opportunità di rilancio del Paese, una occasione irripetibile.

I Sindaci, gli Amministratori locali, sono i primi a conoscere le criticità dei propri territori,​ e se vorranno rendere le loro comunità più sane, più verdi, più pulite, più turistiche, più a misura d’uomo e funzionali, dovranno impegnarsi al meglio. Servono grandi capacità di intercettare i fondi Europei e molta professionalità per saper investire in prima linea sul proprio territorio.

Ritengo che non si debba più perdere tempo. Non è indispensabile, in questo delicato momento, impiegare e concentrare gli sforzi e le poche risorse umane a disposizione nel “farsi belli per la festa del paese” , sistemando i marciapiedi, mettendo a dimora nuovi alberi o bitumando qualche strada, il tutto con l’accensione di nuovi mutui e gravami che in un futuro prossimo avranno un peso specifico maggiore. Si dovrebbe pensare invece alla redazione di una rete di progetti mirati al recupero delle zone periferiche della nostra città, della zona 167, della zona Artigianale o della zona Industriale che sono completamente abbandonate a loro stesse da anni.

Un progetto che rigeneri l’intera fascia costiera, una vera rivoluzione che consenta concretamente al nostro porticciolo turistico di decollare, una globale rivalutazione del nostro centro storico, di tutta la zona a valle della cinta muraria, recuperando, ove possibile, qualche opificio dismesso e abbandonato per creare dei contenitori culturali.

Il tutto al fine di potersi candidare alla percezione dei finanziamenti all’orizzonte.Del resto anche l’ANCI ha già presentato un Documento con linee guida già dal settembre scorso. Capisco come per taluni non sia semplice attivarsi per questo grande appuntamento, basti pensare che non si è capaci di tenere le prove per le nuove assunzioni di personale, e la pianta organica​ del Comune di Ostuni langue di Dirigenti, Funzionari ed Impiegati. E’ pur vero anche che in certe occasioni, ognuno tiri la “coperta” dalla propria parte, ma non è giusto che l’intera comunità ne debba pagare le conseguenze.

Svegliatevi, non preoccupatevi di litigare per qualche poltrona in Giunta, poichè questa opportunità si presenterà una sola volta e se non si avrà la capacità di ottenere finanziamenti, la responsabilità sarà figlia della negligenza di chi ci amministra. La politica svolge il suo ruolo quando riesce a fare proposte serie ed autorevoli, capaci di orientare le scelte del presente e quelle del domani guardando oltre il proprio orticello.

Andrea Pinto – Consigliere Comunale