Porto di Villanova, bocciato dalla Regione il progetto di riqualificazione

Porto di Villanova
Porto di Villanova
Volantino Spazio Conad Mesagne

Negli ultimi giorni il nuovo parere negativo, che potrebbe archiviare questa possibilità per il porto di Villanova.

Bocciato dalla Regione Puglia il progetto della riqualificazione del porticciolo turistico di Villanova, naufraga dunque così il progetto dell’Ati presentata dall’imprenditore cegliese Rocco Cavallo. Un iter che andava avanti dal 2009, riaperto nel 2017, e che aveva generato una serie di aspettative per dare un futuro diverso all’area portuale di Villanova. Già le ultime conferenze dei servizi, nel 2021, però avevano fatto emergere alcune criticità da parte della regione in merito alla sostenibilità economica del progetto. Negli ultimi giorni il nuovo parere negativo, che potrebbe archiviare questa possibilità per il porto di Villanova.

Subito dopo la comunicazione da parte della Regione Puglia, l’ex sindaco di Ostuni Guglielmo Guglielmo Cavallo Sindaco di OstuniCavallo ha commentato l’esito della decisione espressa nelle ultime ore: “Avevo già riferito negli ultimi consigli comunali di aver sollecitato la Regione Puglia a concludere la Conferenza di servizi riguardo al Porto di Villanova. L’urgenza di definire la questione nasceva anche dalla possibilità di candidare il progetto di rifacimento del Porto all’interno di bandi per finanziamenti pubblici come il PNRR. Anche se nessuno ne ha parlato pubblicamente, già da qualche tempo si sa che la Regione ha chiuso negativamente il procedimento con l’unico aspirante concessionario che, purtroppo, non sembra avere i requisiti economico-finanziari per realizzare le opere previste”.

Intanto nelle ultime settimane il Comune di Ostuni e altri enti hanno sottoscritto il Contratto Istituzionale di Sviluppo “Lecce-Brindisi costa adriatica”, progetto che servirà a presentare entro il prossimo 10 marzo 2022, progetti di rigenerazione e riqualificazione della costa e dei paesaggi costieri, cultura e turismo.

Da qui le parole dell’ex primo cittadino Cavallo: “In questo modo si andrebbe a realizzare il completamento di interventi su Villanova già finanziati in questi ultimi mesi, come il dragaggio del fondale del porto, la sistemazione della Torre e dei locali attigui, oltre agli interventi previsti e già finanziati che riguardano Camerini: l’accessibilità delle spiagge, la pista ciclabile, l’abbattimento di immobili abusivi, la rinaturalizzazione di un lungo tratto costiero”.

Di diverso avviso rispetto alle parole dell’ex sindaco, l’ex consigliere comunale Andrea Pinto che già nella legislatura appena trascorsa aveva espresso dubbi sul progetto di riqualificazione della frazione marina di Villanova, presentato anche in un consiglio comunale monotematico. Andrea PintoPer quel che concerne l’ormai annosa questione riguardante il porticciolo turistico di Villanova – attacca Pinto – la cui rilevanza è stata in numerose occasioni amplificata dalle opposizioni, è l’ennesimo tentativo disperato da parte dell’ormai ex Amministrazione di racimolare consensi tra gli ignari cittadini. Vengono millantati, ormai quasi con cadenza quotidiana, fondi intercettati da piani di risanamento Regionali e Comunitari, ma la realtà risulta essere ben diversa dalle fantasticherie utopistiche di chi ha guidato, sino a poche settimane fa, questa comunità. Una tale mancanza di trasparenza, è senza dubbio finalizzata a coprire le perdite per circa due milioni di euro di finanziamenti, a monte stanziati dalla Regione Puglia per il solo dragaggio del porticciolo, per il quale era stato chiesto, in seno alla conferenza dei servizi, lo stralcio dal relativo progetto.

Oggi – prosegue Pinto – con leggerezza si afferma come la responsabilità del veto posto sia esclusivamente da addebitare alla Regione, malgrado le opposizioni abbiano più volte evidenziato la scarsa idoneità dell’aspirante concessionario. Alla stregua di tutto questo, l’unica certezza che “vale la pena” ricordare è senza dubbio il mancato sfruttamento delle risorse messe a disposizione dalla Regione, mentre oggi si continuano a paventare presunte competenze dell’amministrazione in campo del “recupero crediti comunitari”. A volte tacere è una questione di buongusto”.

Leggi anche  Lavoro, in Puglia 28mila lavoratori coinvolti nel fondo nuove competenze

Continua a leggere su OstuniNotizie.it