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Negli ultimi mesi si è parlato molto di regime forfettario e partita IVA in generale, soprattutto alla luce di quelle che sono le novità che stanno per essere introdotte nel 2019.

Sebbene nell’iniziale programma del nuovo governo si parlasse di flat tax per il 2019, si deve sottolineare che questa non ci sarà, ma verranno posti in atto diversi cambiamenti per il regime forfettario.

Nello specifico, ci sarà un’estensione dello stretto, dato che cambieranno le soglie reddituali che lo caratterizzano, così da permettere a più professionisti di entrare in questo vantaggioso regime fiscale.

La notizia più importante di tutte è quella che ci sarà un innalzamento a 65.000 euro annui. Sino al raggiungimento di tale soglia, chi ha una partita IVA può usufruire del regime agevolato, andando a pagare un’aliquota Irpef pari al 15%. Le nuove aperture di partita IVA, invece, potranno usufruire di una aliquota ancora più vantaggiosa, ossia quella pari l 5%.

Altra novità è che la soglia reddituale sarà uguale per tutti e non ci saranno più le differenze relative ai diversi codici ATECO.

Una serie di interessanti cambiamenti che, quindi, potrebbero spingere un numero sempre crescente di lavoratori a mettersi in proprio, sfruttando tutti questi vantaggi. Il regime forfettario è, infatti, un ottimo volano per tutti coloro i quali hanno deciso di aprire una propria attività, sfruttando quelle che sono le idee imprenditoriali migliori del momento.

Tanti spunti utili da questo punto di vista si trovano sul sito Investire24.it, dove sono state analizzate le attività più redditizie da aprire nel 2019. Avere un’idea ed entrare nel settore giusto è uno dei primi passi verso il successo ed è per questo motivo che è importante che le idee sul proprio futuro siano chiare.

Non finisce qui per quel che concerne le modifiche all’attuale impianto del regime forfettario. Infatti verranno anche eliminati i limiti di spesa per il pagamento di collaboratori e beni strumentali.

Tra gli aspetti negativi, invece, si deve sottolineare il fatto che la nuova norma prevede l’uscita dal regime nel caso in cui si vadano a emettere fatture nei confronti dell’ex datore di lavoro. Questo significa che un libero professionista non potrà svolgere un’attività per il suo ex datore di lavoro. Il discorso è diverso se il rapporto si è interrotto da più di due anni.

A dire il vero, questo non è in tutto e per tutto un aspetto negativo, ma punta a tutelare i lavoratori e a cercare di evitare che i datori di lavoro licenzino per poi chiedere l’apertura di una partita IVA al fine di svincolarsi da alcuni obblighi connessi all’assunzione.

Si deve anche segnalare che con la nuova norma non possono rientrare nel regime forfettario coloro i quali hanno una quota di partecipazione in associazioni, società di persone e in SRL.

Si tratta, quindi, di una serie di novità che sembrano pensate proprio per facilitare la vita dei nuovi imprenditori e, soprattutto, di quelli che vogliono lanciarsi in nuove aperture. Nel 2020 si attendono altri cambiamenti. Nello specifico, potrebbe essere introdotta un’aliquota del 20% per coloro i quali guadagnano somme comprese tra i 65.000 e i 100.000 euro all’anno.

Al momento, però, non si hanno conferme in merito, tanto che si deve attendere la conferma definitiva di quelle che sono le misure che verranno adottate nel 2018. Tale conferma dovrebbe arrivare entro la fine dell’anno e, pertanto, tutti sono in trepidante attesa.