L’ordine del giorno e la richiesta di commissariamento dell’opposiziine viene bocciata dal centrodestra di Ostuni: è muro contro muro sul parco Dune Costiere.

Resto lo stallo e soprattutto lo scontro all’interno della governance dell’oasi. Ormai da oltre un anno. Venerdì scorso (9 aprile) la nuova testimonianza di una soluzione, ancora lontana dall’essere completamente risolta. Nel consiglio comunale monotematico non sono state, infatti, risparmiate critiche e accuse reciproche tanto dal punto di vista politico, quanto anche tra gli organi decisionali e funzionali alla gestione.

In particolare, in questo secondo caso, tra il direttore Angela Milone e la giunta, collegata ieri a distanza con due membri: Fabrizio Anglani e Mariflo Magli. Pur invitati, non hanno preso parte all’assise comunale di Ostuni gli altri due rappresentanti dell’assemblea: il sindaco di Fasano Francesco Zaccaria ed il presidente della provincia di Brindisi Riccardo Rossi.

E proprio la presunta debolezza della “politica” in questa vicenda, per la nomina di un nuovo presidente dopo le dimissioni di Enzo Lavarra del dicembre del 2019, è stata contesta all’intera assemblea da parte dell’ex sindaco di Ostuni Domenico Tanzarella ed il capogruppo del Pd Angelo Pomes. Dopo una lunga disamina su eventuali responsabilità e mancanze che hanno toccato più ambiti della gestione del parco, da quello finanziario a quello tecnico, i consiglieri hanno espresso le loro preoccupazioni per il futuro dell’area naturale. Prima però lo scontro verbale a distanza tra il direttore ed i membri del cda.

«Il parco dune Costiere è stato un esempio virtuoso sin dalla sua creazione: voi invece, sarete ricordati per tutte queste gravi mancanze che stanno minando un lavoro portato avanti negli anni con passione, tenacia a tutela del territorio e degli operatori. E la colpa è tanto del sindaco di Ostuni Guglielmo Cavallo, quanto anche del primo cittadino di Fasano Francesco Zaccaria e del presidente della provincia di Brindisi Riccardo Rossi». Così il rappresentante dell’area socialista Domenico Tanzarella, rinvolgendosi al sindaco della Città Bianca, in riferimento al mancato accordo all’interno dell’assemblea per eleggere il nuovo presidente.

«Il problema nasce dalla mancanza di una guida, che poi a cascata si ripercuote sulle altre strutture presenti nella gestione. L’appello è di trovare una soluzione: se non si riesce a trovare ci si rivolga alla Regione. Non si può continuare ad andare avanti in questa maniera. A brevissimo – afferma Angelo Pomes del Pd-ci saranno delle scadenze per gli operatori per il rilascio dei pareri. Così come il Piano del parco che continua a galleggiare, senza avere una modello di gestione moderno». Si difende dalle accuse il sindaco Guglielmo Cavallo.

«All’assemblea, visto che siamo in minoranza politica, avevo solo chiesto di sceglierlo che fosse di Ostuni, pur di una parte politica diversa dalla mia maggioranza di centrodestra. La volontà di risolvere il problema c’è. Anche per la nomina del presidente. Noi per primi a giugno abbiamo chiesto alla regione il commissariamento. Ma non siamo stati ascoltati. La responsabilità di non aver eletto è nostra, dell’assemblea, nessuno lo nasconde. Abbiamo però – ha riferito in consiglio Guglielmo Cavallo- lavorato ed operato in questi mesi anche incontrando la giunta e lo stesso direttore».