Commissione Antimafia comune di Ostuni
Volantino Spazio Conad Mesagne

E’ stata notificata nelle ultime ore ad Ostuni, agli ex amministratori, la relazione del Ministero dell’Interno legata allo scioglimento del consiglio comunale, per infiltrazioni mafiose.

Si tratta del provvedimento successivo all’iter iniziato dopo l’interdittiva antimafia della Prefettura di Lecce, nei confronti di una società che ha gestito i parcheggi in area pubblica sulla costa della Città Bianca, a Santa Lucia, nell’estate del 2020.

“La relazione prefettizia, nel segnalare che alcuni membri del consiglio comunale, tra i quali anche un assessore, hanno tutti legami parentali con pericolosi esponenti dei clan mafiosi, evidenzia tra questi la figura di un ex consigliere comunale, il cui padre risulta essere con precedenti anche per reati associativi mafiosi”. Dopo il termine dei sei mesi della commissione d’accesso il 26 agosto scorso, sono state avviate tutte le fasi dell’iter (disposto dall’art. 143 per lo scioglimento), anche con una continua analisi del territorio e dell’attività amministrativa nella Città Bianca, fino al provvedimento del 23 dicembre scorso.

“Un altro consigliere di maggioranza è coniuge di un soggetto coinvolto in una recente vicenda giudiziaria. Il sindaco ha nominato un assessore la cui sorella – c’è scritto nel provvedimento del Ministero dell’Interno- è coniugata con una persona con precedenti avente a sua volta stretti legami familiari con un soggetto attualmente detenuto in carcere”. Nella stessa relazione, poi si fa riferimento al controllo delle pratiche del Suap(sportello delle attività produttive).

“Si rileva una grave carenza dei controlli antimafia. Infatti, a fronte di 675 pratiche di Scia inoltrate all’amministrazione comunale negli anni 2019, 2020, 2021 fino all’insediamento della commissione d’accesso risultano essere stati avviati controlli per 73 soggetti che hanno presentato altrettante Scia”. In un passaggio della relazione viene anche fatto riferimento a carenze di verifiche che da tempo hanno interessato il comune di Ostuni nell’ambito della gestione del patrimonio comunale, con il 90% delle occupazioni non conforme al regolamento comunale.

“A tal proposito la commissione d’indagine nel precisare che sebbene le singole situazioni emerse in sede ispettiva siano tutte risalenti nel tempo, rileva che l’inerzia mostrata dalle passate amministrazioni è proseguita anche con l’attuale gestione, omettendo di porre in essere alcuna iniziativa volta a rimuovere le condizioni di illegalità”. Nella ricostruzione del Ministero dell’interno, anche le intimidazioni subite dall’ex sindaco di Ostuni Domenico Tanzarella, sotto scorta da oltre due anni.

Un provvedimento da parte dello stesso Ministero per il quale l’ex primo cittadino della Città Bianca, Guglielmo Cavallo, ha preannunciato ricorso al Tar nel corso della conferenza stampa del 24 dicembre scorso.

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