IMG 5946
IMG 5946

C’erano donne, bambini, studenti, anziani ed esponenti delle istituzioni: non meno di 3500 persone hanno sfilato per le vie di Ostuni per dire di no alla chiusura dei reparti di Pediatria e Cardiologia del locale ospedale prevista dal piano di riordino ospedaliero varato di recente dalla Giunta regionale.

Stamani ha toccato il suo apice una mobilitazione in atto da giorni, già sfociata in un sit in allestito all’esterno dell’ospedale, in un presidio permanente organizzato dalle mamme presso il reparto di Pediatria (le cui stanze si sono svuotate dopo il blocco dei ricoveri disposto lo scorso 22 febbraio) e in una catena umana che si è svolta venerdì (3 febbraio).

La diretta

Queste e altre iniziative che prenderanno corpo nei prossimi giorni portano la firma del comitato civico sorto a difesa dell’ospedale di Ostuni, con il sostegno delle scuole, delle parrocchie e del forum di associazioni cittadine. Agli abitanti della Città bianca si sono unite anche le comunità di Carovigno, Cisternino, San Michele Salentino e Ceglie Messapica, oltre ai comitati di salvaguardia del reparto di Nefrologia dell’ospedale Camberlingo di Francavilla Fontana e dell’ospedale “San Marco” di Grottaglie (Taranto).

Partito da viale dello Sport, il corteo ha incassato l’appoggio dei commercianti, che in segno di solidarietà hanno abbassato le saracinesche al momento del passaggio dei manifestanti. I suoni e i ritmi della manifestazione (assolutamente pacifica) sono stati scanditi dai percussionisti dell’associazione culturale “Casarmonica” di Ceglie Messapica.

Il colpo d’occhio regalato da piazza della Libertà, punto di arrivo del serpentone umano, dà un’idea di quanto sia stata imponente la partecipazione. Qui hanno preso la parola il sindaco di Ostuni, Gianfranco Coppola, una mamma e uno studente. Il primo cittadino e diversi esponenti della politica locale (hanno aderito alla protesta anche consiglieri regionali, deputati e senatori militanti fra le file di schieramenti trasversali) stanno sostenendo la battaglia intrapresa dal comitato, portando nelle sedi istituzionali le istanze dei cittadini (una petizione che ha raccolto decine e decine di firme è stata consegnata nei giorni scorsi al direttore generale dell’Asl Brindisi, Giuseppe Pasqualone, e alla Regione Puglia).

Le Dichiarazioni

Coppola ha tuonato contro le tante “promesse che sono state perennemente disattese negli anni”. “Questo indica – afferma il sindaco – che il problema sanitario non è solo un problema di Ostuni, ma di tutte le realtà limitrofe che nell’ospedale di Ostuni hanno sempre avuto un preciso punto di riferimento”.

A detta di Coppola “i piani di riordino non possono essere fatti sui numeri e sui discorsi numerici”, perché “dietro ai numeri ci sono delle persone, degli anziani, dei bambini, delle famiglie, c’è gente che soffre”. “Il personale – afferma ancora il primo cittadino – viene smistato come se fossero dei pacchi, senza capire la professionalità del singolo infermiere, del singolo medico, del singolo assistente sanitario. Noi non ci stiamo. La capacità di mediare con chi ha deciso quale deve essere la fine e la sorte degli ospedali di Ostuni e Fasano non mi trova personalmente d’accordo”.

Coppola ha denunciato l’indifferenza delle istituzioni regionali nei confronti della Provincia di Brindisi, che definisce “la cenerentola delle province pugliesi”. “Viviamo – spiega il primo cittadino – grosse emergenze (la Xylella, la vasca liquami del Pilone, la situazione della Rssa “Vito Cerasino”) ma io non ricevo nessun aiuto da parte regionale. Avremmo preferito essere trattati almeno alla stessa stregua di Grottaglie e Casarano per i quali la Giunta ha deciso che questi ospedali rimangono tali e quali fino a quando non verrà costruito il San Cataldo di Taranto e non verrà potenziato il Vito Fazzi di Lecce”.

Al termine del suo intervento, Coppola si è detto “pronto a fare un esposto in Procura e Corte dei conti” se non vedrà “la ditta proseguire e consegnare i lavori della piastra nuova dell’ospedale”. “Forse con la piastra nuova riusciremo a interloquire con una situazione che può essere di ampio respiro anche per il futuro della nostra sanità. Io non mi sono mai arreso a nessuna battaglia e ne ho fatte tante, metaforiche e non. Sono stato sempre al vostro fianco – conclude il sindaco – e lo sarò nelle battaglie che faremo nel futuro”.

Dopo il sindaco ha parlato Pamela, mamma di tre figli che vive con angoscia la carenza di posti letto. “Ad oggi Pediatria a Francavilla è già piena. Quindi – sostiene Pamela – se succede qualcosa cambiate strada. Io non sono la mamma. Sono una di voi. Parlo per voi”.

Poi è stata la volta di Cosimo, uno studente che ha parlato di diritto alla salute negato. “E non è giusto –afferma il ragazzo – tutto questo ci fa male”.

Giovanni Amati, presidente del comitato di salvaguardia dell’ospedale di Ostuni, ha ribadito che la mobilitazione non si esaurisce con la manifestazione odierna. “Questo stesso entusiasmo – afferma Amati – con più vigore ancora lo porteremo in Regione. Saremo più di quelli che siamo adesso. Io dico che otterremo quello che vogliamo perché siamo tantissimi e non possono fare orecchie da mercante”.