Ad Ostuni lo Yacht A di Andrey Melnichenko
Ad Ostuni lo Yacht A
Volantino Spazio Conad Mesagne

Appassionato di barche, Melnichenko se le fa disegnare da Philippe Starck. Ieri sera è stato ospitato nei pressi del porto di Villanova.

Il suo profilo di certo non è passato inosservato, mentre era ormeggiato a pochi passi dal porto di Villanova. Anche perché con i suoi 142,8 metri, non vederla è davvero difficile. È la nave a vela più grande del mondo, che ha scelto Ostuni e la Puglia per la suo tour di settembre 2021.

Una popolarità a cui è abituato il proprietario della ‘Sailing Yacht A’, ovvero il miliardario russo Andrey Melnichenko, che non ha scelto a caso il nome: non solo un omaggio al suo nome e a quello della moglie Aleksandra, ma anche uno stratagemma per far apparire il nome in cima ai registri nautici.

Il principale beneficiario del produttore di fertilizzanti EuroChem Group e della società di energia da carbone SUEK non ha badato a spese per megayacht, con una dotazione extralusso che comprende tre alberi in fibra di carbonio, una piscina, vasche idromassaggio, interni disegnati dall’archistar Philippe Starck e persino una pista di atterraggio per gli elicotteri. Il tutto per la ‘modica’ cifra di 430 milioni di dollari.

Ieri 21 settembre 2021 sera è attraccato nei pressi del porto di Villanova, grazie all’aiuto di Marco Carani della Marco Carani Nautica.

Chi è Andrey Melnichenko

Melnichenko è nato nel 1972 a Gomel, nella Bielorussia sovietica. I suoi genitori erano insegnanti. Ha frequentato il Centro di istruzione avanzata e Scienza dell’Università Statale Lomonosov di Mosca e nel 1989 è diventato studente della Facoltà di Fisica dell’Università Statale di Mosca. Si è poi trasferito all’Università russa di economia Plekhanov, laureandosi in finanza.

Come riporta Bloomberg, Melnichenko era “troppo giovane per guadagnare dalle privatizzazioni del 1990 che hanno fatto la fortuna di molti oligarchi”. Così, dopo la caduta dell’Unione Sovietica e mentre era all’università, ha iniziato a scambiare valuta con due amici aprendo uno sportello di cambio nel campus. Dopo aver guadagnato i loro primi 50.000 dollari attraverso una catena di cabine di cambio valuta, Melnichenko e i suoi partner, hanno ricevuto una licenza bancaria dalla Banca di Russia.

Nel 1993, all’età di 21 anni, Melnichenko ha co-fondato e presieduto la MDM Bank che, acquistando valuta al cambio interbancario, ha sviluppato un mercato dei derivati e strumenti di debito. MDM Bank è stata nominata “banca dell’anno” da The Banker nel 2002 e nel 2003. Nel 2003, Euromoney e, nel 2004, Global Finance, l’hanno nominata la “migliore banca russa”.

Nel 2000 insieme a Sergei Popov, un ex commerciante di metalli degli Urali, ha co-fondato il Gruppo MDM per effettuare investimenti industriali in tre aree: produzione di condotte, produzione e lavorazione del carbone, produzione e lavorazione di fertilizzanti. È stato fatto attraverso l’acquisizione di oltre 50 impianti e miniere, molti dei quali in difficoltà. Acquisizioni che hanno permesso di formare tre società separate: SUEK (una società di energia e carbone), EuroChem (produttore ed esportatore di fertilizzanti) e TMK (da cui è uscito nel 2006 attraverso una IPO alla Borsa di Londra).

Queste industrie erano abbandonate e rischiose e non soggette all’influenza politica che dominava altri settori, dal gas ai diamanti. Con il processo di privatizzazione dell’era post-sovietica terminato cinque anni prima, non più del 5% dei beni acquistati sono stati acquisiti dallo stato. Dal 2001 al 2004, Melnichenko è stato presidente del gruppo MDM.

Dal 2004 al 2007 ha venduto azioni di MDM Bank al suo partner Sergei Popov e si è concentrato sullo sviluppo delle attività industriali in fertilizzanti e carbone. In seguito alla decisione di dimettersi da MDM Bank nel 2007, l’International Financial Corporation (IFC) ha acquistato il 5% delle azioni di MDM Bank per 185 milioni di dollari, valutando la banca a 3,7 miliardi di dollari. Avendo servito il suo scopo di consolidamento, MDM Group ha cessato di esistere.

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