Maurizio Flore: “Nel Pd si parla di Congresso?”

Maurizio Flore
Maurizio Flore
Adv
Adv
Grafiche Nacci

L’ex segretario cittadino del PD: “In attesa di assistere alla solita solfa sarebbe più opportuna un Assemblea aperta al mondo di centro sinistra privi da condizionamenti e dal potere delle tessere!”

Era indubbio che la sonora sconfitta politica del 25 settembre scorso si sarebbe tradotta in un Congresso, mettendo in discussione la Segreteria del Partito e il Segretario stesso…insomma il solito film. Sarebbe bello riportare il partito e rivivere i momenti appartenenti all’era Walter Veltroni, unico ed inimitabile Segretario che con grande serietà, visione ha avuto la capacità di assegnare un autentica identità al pd, identità ora, smarrita!

Adv

Se questo partito non coltiva la sua identità è destinato a dissolversi e a frantumarsi tanto al punto, da dover creare un nuovo soggetto politico “minoritario”, per evitare tutto questo e ancor prima dei vari congressi, andrebbero individuate innanzitutto, nei vari Comuni, assemblee aperte al mondo di centro sinistra dove tutti possano sentirsi alla pari e possano contribuire alla stesura identitaria di un nuovo, rinnovato soggetto politico che metta in soffitta innanzitutto coloro i quali hanno dirottato il partito ai minimi storici, loro sì, che rappresentano innanzitutto la causa di questa malattia.

Un assemblea, cosa che peraltro auspico avvenga anche in un paese come la nostra Ostuni, che dia voce a tutti, dove chi vive di ansia da prestazione di accumulatore di tessere debba essere messo da parte una volta per tutte. La conseguenza del partito delle tessere porta solo alla formazione di correnti permanenti che alla fine mirano al collasso del sistema partito.

In momenti come questi necessita aprirsi e non chiudersi a se stessi, se anche in questo Paese (Ostuni) si lavora ancora con il “voler prevalere” sull’altro perché IO sono il partito democratico, questi, con questo atteggiamento decretano la fine della politica, la fine di una comunità che ha voglia di aggregare. Si parla di Congresso … con lo stesso Statuto? Cosa ci si può aspettare dal congresso se le modalità restano sempre le stesse? Si partecipa solo se sei tesserato, presenti mozioni solo se almeno porti un certo numero di tessere, si inseriscono i nominativi nei vari organismi solo se sei possessore di tessere e in proporzione ti spettano le opportune posizioni! E questo sarebbe il percorso che il Pd vorrà intraprendere nei prossimi mesi? Peccato!

Se si ha il coraggio, anche i Congressi diventino momenti pubblici dove tutto il mondo di centro sinistra prenda parte e si disegni il Partito del futuro, e solo dopo, solo coloro i quali alla pari hanno contribuito in questo, potranno associarsi al Pd nuovo di zecca, insomma invertiamo il paradigma del potere delle tessere. Serve e lo ripeto un momento aggregante di tutte le forze politiche appartenenti al cosiddetto “centro sinistra” dove non è possibile più continuare a sentir parlare di “campo largo” e poi si elevano veti su chi in questo campo debba metterci piede, possa trovare alloggio. Questo non è il modo giusto per dimostrare alla collettività tutta, di amare la propria terra, il proprio paese.

Adv
Volantino Spazio Conad Mesagne
Adv