L’associazione “Sul palco della vita”: Torniamo, ma ci esibiremo a Carovigno

Associazione Sul Palco della Vita
Volantino Spazio Conad Mesagne

Le associazioni ostunesi costrette a spostarsi a Carovigno per la mancanza di spazi per la cultura nella Città Bianca.

Dopo la pandemia il mondo delle associazioni, ha voglia di tornare a popolare gli spazi di aggregazione, che purtroppo mancano nella Città Bianca e dunque le associazioni, soprattutto quelle teatrali sono costrette ad emigrare nella vicina Carovigno al teatro “Italia”. È quello che accaduto all’associazione “Sul palco della vita” che per la seconda volta è costretta a spostarsi a Carovigno perché ad Ostuni non ci sono spazi per poter realizzare spettacoli culturali adatti ad una capienza che va oltre di 200 posti. Dopo la rivoluzione dell’ex Cinema Teatro Roma (oggi Palazzo Roma) che ha una capienza di 200 posti, la sala dello Slow Cinema, piccola per gli eventi teatrali con molti figuranti ed una capienza di 100 posti, nessuna struttura è in grado di ospitare le tante compagnie teatrali amatoriali che sono presenti sul territorio.

“Nonostante il passare del tempo e dei processi sociali, il teatro non cessa di avere un ruolo nello sviluppo della coscienza sociale – afferma il presidente dell’associazione “Sul palco della vita” Andrea Andrioli – questa forma d’arte, comprende oltre la funzione ricreativa, quella psicologica, educativa ed estetica, anche la funzione sociale e politica, forse la più importante di tutte, perché attiene alla rappresentazione della società in cui va in scena. È un dibattito non nuovo, ma approfondirne, sia pure sommariamente le ragioni può aiutarci a capire come affrontare una scelta basata sul teatro come valore.

Da qui l’appello sia alla commissione prefettizia, ma anche al prossimo sindaco a non far mancare alla città un teatro degno della parola: “Il teatro non sempre è riuscito a penetrare i settori sociali, e per recuperare la funzione sociale del teatro, pertanto, bisogna ripartire dalla politica. E se s’intende attuare una politica radicata nel territorio, è dalle realtà locali che bisogna partire – prosegue Andrioli – Se vogliamo che con il teatro si aiuti a pensare, a immaginare un mondo diverso da come appare, non si può prescindere dal capire dove siamo, e con chi ci troviamo a operare. L’investimento politico su un contenitore culturale come il teatro, sulla formazione di un pubblico deve essere a fondamento dell’azione politica.

Concludendo l’appello di Andrioli alla prossima amministrazione comunale: “Sarebbe opportuno investire sull’espressione delle realtà locali. Vi è un coraggioso teatro privato che ogni anno, promuove il teatro, vi sono tante compagnie teatrali che esportano le proprie rappresentazioni fuori dalla propria comunità. Recuperare la funzione sociale del teatro, allora, e di ogni altra forma artistica, è un dovere primario di ogni politica”.

Intanto sabato prossimo al teatro Italia di Carovigno, andrà in scena a “T’arrecuerde de…“, un grande evento dedicato alla cultura e alla promozione del territorio, della lingua ostunese e dei personaggi che l’hanno caratterizzata e resa nota con scritti indimenticabili. Si alterneranno momenti musicali, poesie e commedie popolari dei grandi autori ostunesi: Crescenzio, Colucci, Iurleo, Greco, Moro.

 

 

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