L’Amministrazione risponde a quanto sollevato dal Partito Democratico in merito al PRG.

Repetita iuvant dicevano i latini ed è proprio il caso di dare ascolto alla saggezza del passato per ribadire pochi concetti generali, ma utili a fugare ogni ragionevole dubbio circa le opportunità che alcune scelte strategiche di oggi possono generare nell’immediato futuro.

Pare che le 4 ore di commissione urbanistica in cui si sono affrontati diversi argomenti tra cui anche l’approvazione del Documento Programmatico di Rigenerazione Urbana (DPRU) e del Regolamento Comunale per l’Edilizia Sostenibile, di cui finora la città non si è mai dotata nonostante la Legge di riferimento sia del 2008, siano consistite nelle critiche dell’opposizione alla scelta dell’Amministrazione di proseguire nel procedimento di Adeguamento del Piano Regolatore Generale (PRG) al Piano Urbanistico Territoriale Tematico/paesaggio (PUTT/p).

La cosa è davvero singolare, atteso che anche il Forum della Società Civile era intervenuto di recente sulla necessità di concludere nel più breve tempo possibile il predetto procedimento. Ebbene, ciò che “appare” semplicemente “non è”, in quanto il procedimento di Adeguamento del PRG al PUTT/p non è stato “interrotto” con la DGC 226 del 10.11.2020 come invettivamente sostiene il Partito Democratico nella nota pubblicata, ma “trasformato ed aggiornato” alla norma paesaggistica regionale ormai vigente da oltre 5 anni ovvero il Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR, marzo 2015), superando quindi il PUTT/p (dicembre 2000).

E questo cogliendo l’opportunità che la stessa Regione Puglia ha fornito nella DGR n. 1470 del 02.08.2018 quando, riscontrando al Comune di Ostuni con oltre 50 prescrizioni cui adempiere, ha aperto la possibilità di riscontrare anche ai sensi dell’art. 97 del PPTR (adeguamento) oltre che ai sensi dell’art. 100 (conformità). E’ importante precisare che le norme di salvaguardia, che hanno reso vigente, contestualmente al PRG, anche l’Adeguamento del PRG al PUTT/p, sono decadute ancor prima che giungesse la delibera di giunta regionale citata e, di fatto, tale Adeguamento del PRG al PUTT/p non esplica più, nei fatti, la sua efficacia giuridico-amministrativa.

E’ ancora importante sottolineare che la conformità al PPTR (art. 100) è un passaggio successivo che sarà possibile avviare solo dopo aver ottemperato alle oltre 50 prescrizioni richieste dalla Regione per concludere l’Adeguamento del PRG al PUTT/p e che, nella malaugurata ipotesi avesse esito sfavorevole come già avvenuto in importanti Comuni pugliesi che hanno abbracciato questo iter, impone di avviare l’adeguamento ai sensi dell’art. 97 del PPTR. E questo, date le premesse e come puntualmente illustrato durante i lavori della commissione dall’assessore alla pianificazione territoriale, dal progettista incaricato e dal dirigente del settore, chissà tra quanti anni.

Proprio per non vanificare il lavoro finora svolto, l’Amministrazione ha inteso più efficace come azione mirata alla chiusura in tempi certi del procedimento in essere quella di riscontrare direttamente ai sensi dell’art. 97 anziché ai sensi dell’art. 100, in modo da dotare la città, nel più breve tempo possibile, di un unico strumento urbanistico finalmente adeguato alle vigenti (e non superate) norme paesaggistiche regionali. E questo, dopo alcuni incontri tecnici avuti in Regione al fine di comparare gli effetti delle due possibilità prospettate.

Infine, ma non meno importante, è proprio nello scenario dell’Adeguamento del PRG al PPTR (art. 97) che fin da subito sarà possibile per la città sviluppare i temi della sostenibilità, della valorizzazione del paesaggio, del recupero di contesti degradati, lavorando sinergicamente con gli altri Enti competenti sui progetti integrati di paesaggio e coniugando altri importanti temi avviati da questa Amministrazione come la mobilità sostenibile e l’edilizia sostenibile.