La bottega del Libro da destra Ilaria Paola e Francesco
Volantino Spazio Conad Mesagne

Aperta fino a mezzanotte nel cuore della movida ostunese a pochi passi da Piazza della Libertà. Ilaria Taliente: “C’è gente che mi chiede dei libri anche a tarda sera mentre mi appresto a chiudere l’attività”.

Sembrano quasi i cocchieri della carrozza di Cenerentola che attendono la mezzanotte… In realtà loro restano sempre gli stessi e la libreria non spegne le luci mai allo scoccare dell’ora perché c’è sempre una persona che si presenta in corso Mazzini per parlare, chiedere consigli, acquistare… Sono nottambuli particolari i lettori e da due generazioni – 42 anni per l’esattezza -, “La Bottega del Libro” di Corso Mazzini, è il punto di riferimento della cultura in Ostuni ed è tra le attività più longeve della Città Bianca. Fondata nel 1979 da Paola Casanova Fuga e Francesco Tagliente, “La bottega del libro” propone ai suoi frequentatori un ampio assortimento di libri: si parte dai classici della letteratura latina e greca, per poi muoversi verso le letterature straniere in traduzione, la letteratura italiana, la poesia, la manualistica, la saggistica, sino alle più recenti novità in campo editoriale ed a settore bambini/ragazzi, perché – loro ne sono convinti -crescendo queste giovanissime menti, possano loro stessi divenire gli avidi lettori del futuro.

Un lavoro che dallo scorso aprile ha appassionato anche la figlia di Paola e Francesco, Ilaria, che ha deciso di proseguire il loro lavoro, tanto che ora è la titolare della libreria, definita da molti quasi-cittadini (sono quelli che prima erano turisti poi hanno preso casa qui diventando parte importante della cittadina) una “luce culturale” nella movida ostunese. “Si, in queste sere d’estate siamo aperti fino a mezzanotte e anche un tantino oltre – ha affermato Ilaria Taliente –: c’è gente che mi chiede dei libri anche a tarda sera mentre mi appresto a chiudere l’attività”.

Da quando Ilaria è diventata titolare dell’impresa di famiglia, si cerca di restare al passo con i tempi, infatti sono sempre attivi i profili social che sono costantemente aggiornati e ricchi di consigli di lettura. Seguendoli e seguendo l’hashtag #librinbottega si possono scoprire tutti i consigli di lettura dei librai e restare aggiornati su quanto di nuovo il mondo editoriale proponga.

A Paola e Francesco chiediamo com’è nata “La Bottega del Libro”…
“La nostra libreria da sempre indipendente è stata inaugurata ad Ostuni nel novembre del 1979, la sua prima location è stata la centralissima Piazza della Libertà, ma dal 1991 ci siamo dovuti spostare nella sede attuale, a pochi passi dalla stessa piazza, oggi siamo in Corso Mazzini 10 e proseguiamo la nostra attività, dallo scorso aprile ceduta alla nostra unica figlia Ilaria”.

E a Ilaria, invece: chi compra i libri la sera tardi ad agosto ad Ostuni?
In verità non c’è un cliente tipo delle ore post cena. Accogliamo in libreria ostunesi che approfittano delle ore più fresche della giornata per raggiungere il centro storico, visitatori provenienti dai comuni limitrofi che fanno una passeggiata in città, ma soprattutto turisti italiani e stranieri, che ogni volta restano stupefatti nel vedere una libreria con le serrande sollevate fino a tarda ora e, proprio di questa apertura, approfittano.

Come mai hai scelto di proseguire il lavoro dei tuoi genitori e cosa ti ha fatto appassionare al loro lavoro?
Con gli anni sono giunta alla conclusione che quando una tra i libri ci nasce, il loro odore, la loro consistenza, le storie che contengono, iniziano piano piano a modificarti la genetica, a diventare parte integrante di te. E, per quanto anche io abbia avuto un momento di rifiuto nei confronti della lettura, perché di libri ne vedevo sin troppi attorno a me, alla fine la carta ha vinto. Più di tutto, sono grata ai miei genitori per avermi lasciato in mano questa eredità e questa storia.

Quanto è difficile oggi svolgere il lavoro di libraia indipendente? Possiamo sfatare il tabù? “Con la cultura si mangia”?
Sarebbe disonesto negare che il mondo dell’editoria e del libro in generale non sia profondamente cambiato nel corso degli anni e che le pressioni si facciano sempre più forti, soprattutto per chi sceglie di immettersi o proseguire, come nel mio caso, sulla strada dell’indipendenza. Chi è indipendente deve credere nelle proprie scelte, nei titoli su cui punta, nella propria capacità di discernimento, perché il suo è un lancio senza paracadute. Si sbaglia, ma dagli errori si impara sempre qualcosa.
Per quanto riguarda il mito del “mangiare con la cultura”, il fatto che un libraio indipendente medio non ce la faccia proprio a comprarsi una villa a Los Angeles (ed a volte neanche una casa di proprietà in Italia) la dice lunga. Sono le soddisfazioni, i complimenti, la stima, il vero motore del nostro lavoro. Se dovessimo pensare solo a quello che ci entra nel portafoglio, finiremmo sicuramente per cambiare mestiere.

Quanto è importante per la tua azienda collaborare con il tessuto sociale della Città dalle associazioni alle scuole, dagli enti pubblici ai privati?
Collaborare con le associazioni, gli enti pubblici e le scuole si è rivelata certamente una delle carte vincenti. Senza il sostegno dell’Amministrazione e delle associazioni non sarebbe stato possibile organizzare gran parte degli eventi a cui nel corso degli anni abbiamo preso parte o promosso. Un’attività come la libreria, per natura così legata alla dimensione culturale, non può prescindere dal dialogo con queste realtà.

Prima di lasciarci ci raccomandi tre titoli di libri che consigli a chi entra a tardissima sera e ti chiede qualcosa da leggere?
Senza ombra di dubbio “La fuga di Anna”, l’esordio di Mattia Corrente, un giovane ragazzo siciliano che abbiamo avuto il piacere di ospitare ad Ostuni nel corso della rassegna letteraria “Un’emozione chiamata libro”. A seguire, direi “Il custode delle parole” di Gioacchino Criaco, un libro ambientato in Aspromonte, in cui modernità e tradizione entrano in dialogo, così come i personaggi che se ne fanno portavoce. E menzione speciale per “Il figlio del figlio” di Marco Balzano, anche questo un romanzo generazionale, in cui nonno, figlio e nipote si mettono in viaggio da Milano in una Punto amaranto per far ritorno in Puglia, la terra in cui affondano le loro radici.

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