giovanni epifani
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Sullo scioglimento del consiglio comunale di Ostuni è intervenuto l’ex consigliere Epifani

“Si scrive una brutta pagina per Ostuni. Una realtà come la nostra, a prescindere dai colori politici, è stata sempre rappresentata da ogni forza politica con l’obiettivo di raggiungere traguardi su ambiti diversi: dal rispetto dell’ambiente al valore turistico crescente.”

“Tutto questo viene vanificato da questa vicenda. Mi riservo – afferma l’ex consigliere regionale del Pd Giovanni Epifani – ogni analisi più dettagliata solo nel momento in cui leggerò il provvedimento, che resta molto pesante, anche per l’assenza di profili o indagini penali che coinvolgono gli amministratori. Forse è il caso di rivedere e approfondire questo norma, troppo forte che va a ledere la volontà democratica espressa dai cittadini nell’individuare una maggioranza ed un consiglio comunale. Anche perché non c’è il contraddittorio da parte di chi viene accusato. Auspico che l’Anci possa avviare un confronto per portare a delle modifiche di questa norma.”

“La presunzione o il pericolo d’infiltrazione mafiosa, non può portare ad uno scioglimento di un’assise democraticamente eletta: vengono meno le basi che regolano la democrazia e la costituzione”. Il rappresentante del Pd aggiunge: “Oggi si rimane amareggiati. Adesso ad amministrare la città per un periodo lungo di 18 mesi ci saranno dei funzionari prefettizi. E’ concreto il rischio di provvedimenti solo di ordinaria amministrazione, in un periodo particolare dove, invece, per le enormi opportunità date dal PNNR per lo sviluppo del territorio, è necessario prendere scelte e decisioni, anche attraverso assunzioni di responsabilità politica. E’ noto anche che ci sono stati gruppi privati di rilevanza internazionale che hanno manifestato la loro volontà di puntare su Ostuni come metà turistica. Ora non so se questi investitori avranno voglia di approfondire i propri programmi.”

“Spero davvero che non sia stato sciolto un Comune così importante, come Ostuni per delle semplici irregolarità amministrative. Sarebbe davvero assurdo e manifesterebbe, da parte degli organi, una non attenta valutazione di quelle che sono le reali dinamiche del territorio, lontane anni luce da ipotesi di infiltrazione della criminalità organizzata o dal concetto di “mafia””.