Domenico Pecere COP26

Domenico Pecere – Ambasciatore del Patto per il Clima alla Commissione Europea (DG Clima) COP26 Glasgow 2021.

Durante queste giornate trascorse a Glasgow, l’energia più importante durante il COP26 è venuta dai giovani: hanno più interesse in questa lotta di chiunque altro e sono arrabbiati con i leader mondiali per non aver mantenuto le promesse fatte in passato. Non credono più alle loro parole, vogliono i fatti ed azioni concrete. Nonostante i progressi rappresentati dall’accordo di Parigi, la maggior parte dei Paesi non è riuscita a soddisfare i piani stabiliti sei anni fa.

Alcuni studi internazionali, presentati al COP26, evidenziano che se si supera il grado e mezzo di riscaldamento rispetto ai livelli preindustriali, metà dell’umanità sarà a rischio di alluvioni e siccità. E se si arriva oltre quello dei 2 gradi, nei Paesi poveri raddoppieranno le persone in pericolo per disastri naturali e di conseguenza aumenteranno i flussi migratori.

Anche Barack Obama, durante il suo intervento nella plenaria al COP26, ha ammesso: << la Terra è in pericolo, il tempo sta scadendo e la mia generazione non ha fatto abbastanza. Per questo spenderò gran parte del mio tempo ascoltando i giovani. >>

<< Bisogna fare di più! >> ha continuato l’ex Presidente degli Stati Uniti << Non conta essere repubblicano o democratico se poi ti ritrovi la casa allagata o bruciata dagli incendi. Se arriva un’inondazione o una calamità colpirà comunque la tua casa, perché la scienza non guarda al colore politico. >>

Durante le plenarie sono emerse, però, anche molte criticità. La transizione ha un costo e non sarà facile raggiungerla. Poi bisognerà affrontare il problema dei grandi assenti come Cina ed India, nonchè quello dello scetticismo del Brasile. C’è ancora tanta gente che è dipendente dal carbone e dall’energia che quest’ultimo genera. <<Non si possono ignorare queste persone>>, affermano i leader mondiali, << cosi come non si può solo urlare contro >>, rispondendo alle proteste di alcuni attivisti fuori dal COP26.
Bisogna anche saper ascoltare e convincere le persone che non sono d’accordo con noi o che sono indifferenti sulla questione del clima. E per fare ciò bisogna saper accettare piccoli compromessi, non esistono soluzioni radicali immediate sul clima. Anche la politica, al pari della scienza, va ascoltata.

Per questo la Commissione Europea punta sugli Ambasciatori del Patto per il Clima, persone selezionate in tutta l’Europa e provenienti di diversi settori della società, appassionate alla tematica del clima e che vogliono contribuire a mettere in atto un cambiamento. Per la prima volta gli ambasciatori si sono ritrovati in presenza al COP26 ed hanno partecipato a vari meeting, insieme ad esperti del settore ed al Vice Presidente della Commissione Europea Frans Timmermans.

Gli ambasciatori del patto europeo per il clima informano, ispirano e sostengono l’azione per il clima nelle loro comunità e reti affinché promuovano attivamente il Green Deal nei loro settori attraverso attività politiche e migliori pratiche. Gli ambasciatori, inoltre, forniranno periodicamente un riscontro sull’efficacia delle politiche dell’UE sul campo e promuoveranno l’integrazione verticale. Sono accreditati dalla Commissione Europea, acquisiranno visibilità per la loro azione per il clima sul sito web del Patto e avranno accesso agli strumenti di comunicazione. Diverranno inviati climatici, parleranno in occasione di eventi internazionali e incoraggeranno le città e le regioni a guidare l’attuazione del Green Deal europeo organizzando a livello locale eventi satellitari del patto per il clima. Gli ambasciatori inoltre riferiranno al gruppo di lavoro Green Deal a livello locale le esperienze, le migliori pratiche e i temi di cui sono testimoni sul campo.

<< Come esempio di buone pratiche, ho voluto condividere con gli altri ambasciatori la misura del Superbonus110% e i risultati che ha ottenuto a livello nazionale, ma anche nella mia regione Puglia, in poco più di un anno dal lancio.>> continua Pecere. Il Superbonus110% è una misura di incentivazione, introdotta dal decreto-legge “Rilancio” del 19 maggio 2020, che punta ad ottimizzare i consumi, ridurre gli sprechi negli edifici condominiali, rendere più efficienti e più sicure le proprie abitazioni e prevede la possibilità di effettuare i lavori a costo zero per tutti i cittadini.

<< Questa misura ha fatto esplodere letteralmente il settore delle costruzioni e tutto il suo indotto nell’ultimo anno in Italia e nella regione Puglia. I numeri sono davvero incoraggianti, tanto che la misura è stata prorogata recentemente anche dal Governo Draghi a dimostrazione della bontà della misura. L’efficientamento energetico degli edifici, è sicuramente una priorità per la transizione ecologica. << Quando si lavora tutti insieme >> conclude Domenico Pecere, << le piccole vittorie, i piccoli traguardi anche se locali, saranno la base per successi maggiori e sempre più frequenti che potranno portare il pianeta a raggiungere l’ambizioso traguardo delle “emissioni zero” entro il 2050.>>