Riapre lo store in piazza della Libertà

Di Angela Anglani

“Made in Carcere” riapre il temporary store di 50 mq. ad Ostuni (BR), che ha rappresentato il primo store monomarca in Italia in cui si sono commercializzati prodotti realizzati da detenute di un carcere. „All’interno del punto vendita “Made in carcere” si possono trovare gli ormai noti braccialetti colorati, le t-shirt e non solo: anche porta i-Pad, progettati all’interno dei laboratori delle case circondariali, porta sigarette elettroniche, foulard di seta e tracolle che si trasformano in sciarpe.“ Sono prodotti confezionati da donne ai margini della società: 20 detenute, alle quali viene offerto un percorso formativo, con lo scopo di un definitivo reinserimento nella società lavorativa e civile. Lo scopo etico principale di Made in Carcere è diffondere la filosofia della “seconda opportunità”, per le detenute, e della “doppia vita”, per i tessuti. Un messaggio di speranza, di concretezza e solidarietà, ma anche di libertà e rispetto per l’ambiente. Tutti i prodotti Made in Carcere sono stati confezionati dalle detenute utilizzando esclusivamente tessuti avanzati, materiali di recupero o riciclo che vengono combinati e rielaborati con creatività . La collezione “Made in Carcere” punta all’ironia, alla semplicità e alla creatività dei suoi prodotti. Riguardo ai modelli, l’unico limite è la fantasia. Il risultato è una linea di accessori “utili e futili” dallo stile giovanile e originale, sfiziosa e accattivante, per una donna d’avanguardia, attenta all’eleganza ma anche al sociale, capace di leggere il futuro in modo innovativo e che soprattutto creda fermamente nell’idea che “non occorre produrre altro, è possibile rigenerare ciò che già c’è”. Chi acquista un accessorio Made in Carcere non acquista un semplice prodotto, ma un progetto con un insieme di messaggi forti ed importanti ed una bella storia da raccontare: etica ed estetica. Il marchio “Made in carcere” è nato nel 2007 dal l’estro e dalla voglia di fare cose buone di Luciana Delle Donne, ex top manager nel settore bancario tuffatasi nell’avventura della cooperativa Officina creativa.