Le denunce sono chiare, circostanziate e senza perifrasi: “La dottoressa che si è opposta al sistema costretta alle dimissioni volontarie” e la conclusione di tutto non può che essere: “Se non è sessismo istituzionalizzato questo, poco ci manca”. Lo dice in una nota il dott. Luca Ghezzani, coordinatore della Fp Cgil – Dirigenza medica e sanitaria Ssn Brindisi che parte con l’evidenziare la triste situazione della donna che lavora.

“Le dimissioni della dottoressa del Pronto soccorso brindisino rappresentano l’ultima, eclatante prova tangibile dell’esclusione delle donne dal lavoro, del carattere tanto patriarcale quanto neoliberista del management dell’Asl Br» e da qui prima la «piena solidarietà con una lavoratrice, una donna che ha lottato fino all’ultimo contro ogni stereotipo di genere nel “Perrino”, contro i deficit organizzativi dell’ospedale brindisino”.

“Una donna che si è spesa fisicamente e mentalmente per umanizzare le cure del Pronto soccorso – aggiunge -, restituire la massima dignità ai malati, ridurre la conflittualità nei rapporti intra ed inter-professionali. Non un grazie per il lavoro svolto è arrivato dall’azienda».

Sembra che tutto sia partito da una tragica sera di metà novembre 2022 quando una ultrasettantenne della Provincia di Brindisi morì nel reparto di Pronto soccorso dell’ospedale «Perrino», con i medici che chiesero l’intervento delle forze dell’ordine e con la conseguente attivazione della macchina della giustizia e l’avvio di indagini da parte dell’autorità giudiziaria”.