ANPI

Il giorno mercoledì 3 Novembre 2021, alle ore 17.20 si è tenuto ad Ostuni il Congresso della Sezione ANPI, dedicata al Maggiore Antonio Ayroldi, martire delle Fosse Ardeatine e medaglia d’argento al valore militare.

Il Presidente Provinciale, Donato Peccerillo, ha aperto ufficialmente il dibattito sul Documento per il XVII Congresso nazionale, che si terrà nel febbraio del 2022, ponendo l’attenzione su quei passaggi che proiettano l’ANPI in un rinnovato protagonismo di impegno politico e associazionistico entro i confini nazionali e al contempo entro la compagine istituzionale di una Unione Europea dei popoli di cui si auspica una maggiore coesione e visione riformistica atta ad affrontare le nuove sfide della complessità globale e a promuovere una stagione di riaffermazione di quei diritti civili e di quelle libertà che risultano essere ancora, in alcuni Stati membri, inaccettabilmente disattesi.

Il ruolo dell’ANPI, pertanto, ricorda ancora il Presidente Peccerillo, diventa vitale ed urgente nel promuovere quei valori di libertà, democrazia e uguaglianza che risultano essere unico antidoto alle diffuse disparità sociali acuite dalla pandemia, che ha significativamente accentuato lo spartiacque esistente tra le “colossali fortune di pochi” e la “miseria delle grandi masse”.

Inevitabile e doverosa da parte di Peccerillo, una riflessione sull’emergenza climatica che richiederebbe un rinnovamento di organismi come la Nato, l’ONU e un ripensamento del ruolo del nostro Paese all’interno degli stessi. La complessità delle sfide che la contemporaneità presenta, conclude lo stesso, non può che essere pertanto affrontata a livello internazionale e a livello nazionale da una rete di forze democratiche e antifasciste che sappia rimettere al centro la persona, la solidarietà sociale, il lavoro. A tal fine, l’ANPI propone oggi un’alleanza democratica ed antifascista con l’ARCI, Libera e la CGIL e sostiene l’importanza di un coinvolgimento sempre più significativo dei giovani in quanto forza vitale e propositiva in grado di immaginare e progettare scenari di un atteso e urgente rinnovamento.

La sezione di Ostuni, come giustamente tiene a sottolineare la Presidente Isabella Ayroldi, è espressione di questa apertura nei confronti del mondo giovanile e studentesco, di un coinvolgimento sempre più significativo di studenti realizzatosi con l’attivazione di iniziative culturali online, che quindi neppure il Covid è stato in grado di fermare, volte a promuovere l’attualità dei valori democratico-costituzionali e a rinsaldare e vivificare il senso della memoria storica e resistenziale nelle scuole così come nel tessuto sociale; motivo per cui, aggiunge e conclude Ayroldi, si rende necessaria la collaborazione dell’Anpi di Ostuni con gli altri attori civili del territorio attraverso l’iscrizione al Forum della società civile.

Giovani generazioni e donne sono al centro della riflessione del documento e del dibattito congressuale; soggetti più esposti all’erosione di diritti in corso e all’imperversare di logiche di profitto inumane ed alienanti. Soggetti cui destinare maggiore attenzione e a cui restituire voce e spazio in un programma di lotte e rivendicazioni democratiche.

A tal proposito Tea Sisto, membro del comitato provinciale, legge ai presenti due proposte di emendamento al documento congressuale relativamente ai sottotitoli “Lo stato sociale” e “I giovani e le donne”, volte a superare l’utilizzo dell’espressione “questione femminile” in quanto anacronistica e ghettizzante e che i presenti all’unanimità approvano.

Il dibattito prosegue con gli interventi di Renato Greco, membro del Comitato Direttivo di Ostuni, del Presidente del Congresso di Sezione, Cosimo Pecere, di Nicola Andriola, tesserato ANPI, di Saverio Ciraci, membro del Comitato Direttivo di Sezione ed infine del Presidente Provinciale, Donato Peccerillo durante i quali si approfondiscono ed affrontano argomenti in parte già trattati o vengono proposti nuovi spunti di riflessione: la necessità di sottrarre l’antifascismo a distorsioni faziose e demagogiche di partito e di restituirlo al sua dignità di valore fondante della nostra democrazia repubblicana; un cambio di rotta nell’adozione di politiche migratorie da improntare ad un’accoglienza umana e solidale; l’impegno per la pace e il disarmo e per la creazione di una Europa capace di riaffermare i valori della democrazia, dell’antifascismo e dell’uguaglianza sociale; ovvero di una Europa più unita e più forte, all’altezza delle grandi potenze politiche ed economiche dell’Occidente e dell’Oriente, intenta a cooperare per una pacifica convivenza e per il progresso economico e sociale dei popoli.