Andrea Pinto: “Intervenire al più presto sulla carenza degli agenti di Polizia Locale”

Andrea Pinto
Volantino Spazio Conad Mesagne

L’ex consigliere Andrea Pinto interviene sulla carenza degli agenti di Polizia Locale nella Città di Ostuni.

Riceviamo e pubblichiamo

Nella nostra Comunità è emersa ed è tutt’ora in auge la diatriba relativa alle recenti ordinanze emesse dall’Amministrazione Commissariale, in merito alle restrizioni sull’asporto di cibi e bevande, nonché sulla vendita di alcolici a tarda ora. Molte sono state le frange di cittadini che si sono espressi sul punto, negli ultimi tempi, alimentando il dibattito: tra coloro i quali propendono per una maggiore e più approfondita regolamentazione – in ossequio al diritto alla quiete dei residenti del Centro storico – e chi invece vorrebbe l’allentamento di misure ritenute restrittive ed improponibili dopo due anni di pandemia, difendendo gli interessi di esercenti e ristoratori. Il comune denominatore pare viaggiare verso un’unica direzione: occorre ponderare gli interessi tenendo conto della necessità di salvaguardare i diritti di chi possiede un’abitazione nelle aree della movida e coloro i quali sono votati ad attività a vocazione turistica che vivono il loro Risorgimento nel periodo di maggior afflusso, dopo due anni di pandemia.

Il punto focale che dovrebbe aiutare cittadini ed amministratori a comprendere ciò che non va, pare essere proprio la vocazione del nostro centro abitato. Viviamo in un contesto urbano che risulta essere carente nell’attenzione a molteplici aspetti, la cui cura ed attenzione dovrebbe essere alla base del concetto di “vocazione turistica”, quali l’igiene urbana, la scarsa presenza di bagni pubblici in rapporto al flusso turistico e la carenza di personale di Polizia locale. Ostuni infatti ha, ad oggi, un organico di soli 19 (diciannove) Vigili urbani, dei quali solo 16 sono abilitati al pattugliamento del territorio: decisamente un numero esiguo, certo non in grado di ottemperare alle esigenze di garanzia della sicurezza e prevenzione, complici anche i recenti concorsi per il reclutamento di personale conclusisi con esiti tutt’altro che positivi.

Non si riesce inoltre, da tempo, a bandire un ulteriore concorso per un nuovo Comandante della Polizia Locale, ripiegando su figure nominate “a scavalco” per un incarico che dovrebbe rappresentare il fondamentale anello di congiunzione tra le esigenze del territorio e gli amministratori. Se a questa situazione di carenza si aggiungono inoltre le assenze per tipologia contrattuale o forza maggiore, quale può essere la pandemia che ancora (purtroppo) imperversa, è chiaro come l’aspetto prettamente “turistico” ne risenta in una maniera più che sensibile, patendo la carenza di personale attivo sul territorio urbano, sulla costa e nel vasto agro, con il conseguente inceppamento di una macchina attrattiva che da qualche anno pare ormai essere incolonnata sulla triste strada della mediocrità e del disservizio nell’offerta al pubblico.

Dunque, andrebbe maggiormente curato ogni fronte relativo al tema-turismo, non già quello delle restrizioni, perlopiù imposte nel tentativo di limitare il protrarsi di comportamenti selvaggi e sregolati, sino a tarda ora. In alcune fasce orarie della giornata, non vi è disponibilità di pattuglie pronte ad intervenire, con il piantone di turno che risulta essere l’unico elemento in servizio presso il Comando di Polizia locale. La vocazione turistica di un territorio non si misura né tantomeno si qualifica esclusivamente per mezzo della regolamentazione degli orari di esercizio dei locali nelle aree di elevato flusso, ma altresì con processi di sensibilizzazione e pianificazione dell’ordine pubblico, il quale rappresenta parte integrante di un’offerta turistica che andrebbe curata a 360 gradi.

Andrea Pinto