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L’operazione “Caronte”, quasi quattro anni fa, fece emergere un presunto traffico di clandestini sulle coste, fino allo sbarco in Puglia.

Assolto con formula piena, perché il fatto non sussiste: è questa la sentenza di primo grado nei confronti di Marco Calò, l’imprenditore ostunese coinvolto in una vicenda giudiziaria nell’ottobre del 2017. Accolta la tesi difensiva del suo legale, l’avvocato Luca Marzio, che aveva avanzato questa unica richiesta, alla corte di Assise del tribunale di Lecce. Nelle ultime ore la decisione da parte dei giudici.

L’operazione “Caronte”, quasi quattro anni fa, fece emergere un presunto traffico di clandestini sulle coste, fino allo sbarco in Puglia.

L’attività investigativa -coordinata dalla Direzione Antimafia di Lecce, in collaborazione con i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Lecce, dello S.c.i.c.o di Roma, della Sezione Navale di Otranto e delle Compagnie della Guardia di Finanza di Otranto e Fasano- coinvolse anche altri indagati della provincia di Brindisi, che hanno richiesto il rito abbreviato.

Tra l’agosto 2014 e l’aprile 2015 vennero intercettate e sequestrate sei imbarcazioni con a bordo complessivamente più di 150 stranieri e arrestati sei scafisti collegati a presunte organizzazioni dedite alle attività illecite, composte in larga parte da brindisini e collegata a doppio filo con una cellula di greci e albanesi operante ad Atene.

Dell’intera vicenda, però, la difesa di Calò in questa fase è riuscita a dimostrare l’assoluta estraneità della società appartenente all’ostunese. Una società che aveva sede in Italia ed in Albania, che dalla documentazione prodotta dal legale dell’uomo, non avrebbe mai potuto dare supporto e contributo a presunte attività illecite, perché da poco tempo era stata costituita. Le accuse iniziali a carico dell’imprenditore ostunese erano di associazione per delinquere e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina con l’aggravante della transnazionalità. I giudici di primo grado hanno ritenuto estraneo ai fatti l’imputato, accogliendo le richieste del suo difensore Luca Marzio.