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Il Rotary Club Valle D’Itria- Rosa Marina ha donato due piante di ulivo resistenti all’xylella fastidiosa.

Un segnale di speranza. Ma anche la vicinanza ed il proseguo di un percorso di collaborazione con le scuole del territorio. Il Rotary Club Valle D’Itria- Rosa Marina ha donato due piante di ulivo resistenti all’xylella fastidiosa ed un compressore per la raccolta biologica delle olive all’istituto tecnico agrario “Pantanelli-Monnet” di Ostuni. Presenti alla consegna: Mario Monopoli, presidente del Rotary Club Valle D’Itria- Rosa Marina, Liliana Savino dirigente scolastico, Giuseppe Vergari (allievo dell’illustre accademico Giuseppe Fontanazza che ha dato origine alla varietà resistente al batterio Fs17 Favolosa) e Roberto Santomanco, segretario nazionale del comitato Inter Paese Italia-Malta- San Marino – Argentina. E l’iniziativa in favore dell’istituto agrario della Città Bianca nasce da un gemellaggio tra il Rc di Ostuni ed il Rotary di Tendil Oeste (Argentina).

Santomanco è stato referente progettuale del gemellaggio. Sinergia a distanza che ha portato alla donazione delle due piante di cultivar resistenti, Favolosa e leccino, e del raccoglitore per consentire la ripresa di una specifica attività didattica. «Con tale gesto, non si è voluta fare un’opera di beneficenza (il Rotary idealmente non fa beneficenza, bensì cerca di eliminare le cause che rendono necessaria la beneficenza), ma – spiega Mario Monopoli- si vuole richiamare l’attenzione della pubblica opinione, delle istituzioni, a rimuovere gli ostacoli che frenano la regolare funzionalità delle risorse presenti nel nostro territorio.

In questo caso è stato scelto l’Istituto tecnico agrario a cui dedicare la nostra attenzione, perché la riteniamo una realtà unica nel suo genere nel Sud della Puglia, nella Piana degli ulivi monumentali, che merita di essere valorizzato per il ruolo riconosciuto e che può avere in futuro, inteso come volano per la formazione di professionisti in grado di rilanciare il settore primario, ed in particolare il comparto olivicolo». Un istituto che già da tempo ha avviato attività anche di ricerca.

«La strategica collocazione della struttura, la spiccata professionalità del corpo dei docenti e soprattutto l’attinenza didattica con il settore olivicolo – conclude Monopoli- farebbe e fanno dell’Istituto agrario di Ostuni l’istituzione formativa per eccellenza del territorio». Apprezzamenti per la donazione giunti dal dirigente scolastico, Liliana Savino, che ha riconosciuto il valore e l’importanza di questa nuova strumentazione per le attività di formazione dei ragazzi.

«La donazione delle due piante rappresenta un simbolo della ricostruzione per questo settore. Ma è importante far capire oggi quali sono gli orientamenti della nuova olivicoltura. Ed una delle due varietà -afferma Vergari- rappresenta l’innovazione del campo olivo»