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L’uomo fu ucciso con una coltellata nella sua abitazione di via Bixio Continelli. Riceviamo e pubblichiamo la nota dell’avvocato Gianmichele Pavone.

Nella giornata del 27 maggio, la salma di El Mostafa Zouhair ha lasciato l’Italia diretta verso la cittadina marocchina di Oulad Sidi Ben Daoud in provincia di Settat, a circa 80 km a sud di Casablanca, dove la attendono l’anziana madre, quattro fratelli e tre sorelle.

Il trentanovenne era stato assassinato ad Ostuni il 5 maggio e l’unico indagato, Mohamed Damnar, è attualmente detenuto in custodia cautelare presso la casa circondariale di Bari.

Le procedure necessarie al trasferimento del corpo in Marocco sono state curate da Mohamed El Khatab, presidente regionale della Federazione Islamica, con la collaborazione dell’avvocato della famiglia della vittima Gianmichele Pavone e soprattutto grazie al fondamentale sostegno economico delle associazioni Assalam, Migrantes e Atletica Città Bianca di Ostuni, Assalam di Conversano, Nour di San Michele Salentino e El Wahda di Ruffano. In tanti, infatti, hanno voluto dare il loro contributo alla famiglia Zouhair in una tragedia che ha scosso l’intera comunità.

Su un totale di 8mila comuni italiani, i luoghi di sepoltura islamici sono soltanto 76, situati spesso all’interno dei cimiteri comunali o adiacenti ad essi. Il Presidente El Khatab evidenzia come anche la sua federazione ha chiesto più volte di far aprire nuovi spazi nei cimiteri comunali soprattutto per le esigenze maturate nei mesi di emergenza sanitaria: la pandemia, infatti, ha costretto i musulmani a seppellire in Italia i propri defunti, perché impossibilitati a trasferirli all’estero, a causa della chiusura delle rotte aeree e marittime.

In ogni caso, però, c’è una fetta della comunità islamica con forti radici anche in Italia e vorrebbe poter seppellire qui i propri defunti. Si tratta di un progresso di civiltà che si spera possa essere raggiunto quanto prima.