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Il progetto per la prevenzione della povertà educativa, è rivolto a bambini, bambine e pre-adolescenti.

In occasione del Maggio all’Infanzia, la Rete dei Centri per le Famiglie e dai Sevizi di Educativa Domiciliare della Cooperativa SanFra, promuove la prima edizione di: “ONCE UPON A TIME… un libro sospeso”.

Il progetto per la prevenzione della povertà educativa, è rivolto a bambini, bambine e pre-adolescenti, dai 9 ai 13 anni, affinché, attraverso la lettura e le riflessioni che ne seguono, imparino a riconoscere ed esprimere le emozioni.

La povertà educativa non è solo legata a cattive condizioni economiche, investe anche la dimensione emotiva, quella della socialità e della capacità di relazionarsi con il mondo del bambino e dell’adolescente. È un fenomeno che, di fatto, riguarda la dimensione più generale dello sviluppo del minore. Attraverso la lettura di una storia i ragazzi e le ragazze vengono stimolati alla riflessione, accrescendone conoscenze e senso critico, permettendo loro di apprendere tematiche di rilevanza storica, civica e sociale e regalando uno spazio all’interno del quale confrontarsi ed esprimere le proprie emozioni.

Il progetto, REGALA UN LIBRO AD OGNI ALUNNO E ALUNNA COINVOLTI e promuove un incontro di riflessione col supporto degli operatori e delle operatrici dei Servizi SanFra sulle tematiche narrate nel libro di Ugo Foà, “Il bambino che non poteva andare a scuola. Storia della mia infanzia durante le leggi razziali in Italia” (Manni Editori).

Utilizzando una connessione virtuale e regalando una storia quale strumento di riflessione, su temi che spaziano dall’attualità, alla storia, al senso civico, stamattina gli alunni e le alunne delle prime classi della Scuola Secondaria di I grado “Barnaba – Bosco”, hanno incontrato lo scrittore Ugo Foà e gli operatori della Rete SanFra territoriale per stimolare la riflessione, il dialogo e lo scambio di opinioni sul libro.

Una meravigliosa iniziativa del CIISAF insieme ai servizi sociali del comune di Ostuni che ha dato voce alla cultura e alla voglia dei ragazzi di ritornare nella “normalità” scolastica.