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Porto di Villanova, “Serve trasparenza ed una nuova pubblicizzazione del bando regionale”. Questa la posizione dell’area socialista del comune di Ostuni.

A distanza di quattro anni dalla riapertura della procedura di concessione demaniale, dobbiamo constatare come i rilievi che avevamo sollevato sin dal riavvio della stessa, nel 2017, sembrano finalmente destare interesse e condivisione, anche in chi, come il Consorzio degli attuali Concessionari, appariva sino a qualche tempo fa incondizionatamente favorevole alla conclusione della procedura a prescindere da ogni approfondita valutazione sull’efficacia della soluzione progettuale proposta nonché sulle garanzie di affidabilità che l’aspirante nuovo concessionario potesse offrire.

Siamo, perciò, soddisfatti del fatto che quando le posizioni non sono preconcette o influenzate da interessi più o meno particolaristici, alle medesime viene, prima o poi, riconosciuta la dignità che meritano.

In questo senso, pur senza avere alcun interesse privatistico alle sorti del porto, ma mossi soltanto dall’interesse per il corretto sviluppo della nostra terra, sosteniamo da sempre che l’importanza che l’infrastruttura rappresenta per lo sviluppo socio-economico della nostra città deve, in egual misura, sia rappresentare uno stimolo per la sua celere finalizzazione, ma, allo stesso tempo, imporre alle istituzioni di vigilare sulle garanzie di efficienza e funzionalità dell’opera pubblica, queste ultime direttamente connesse al grado di trasparenza e pubblicità dei procedimenti amministrativi ad essa prodromici.

Purtroppo, però, il procedimento azionato dalla Regione Puglia per la concessione oltre dieci anni fa, nel lontano 2009, ai sensi del DPR 509/97, ha sviluppato oggettive incongruenze ed ambiguità, che oltre alla nostra opposizione, erano state sottolineate dalla V Commissione Consiliare della passata legislatura, all’epoca presieduta dal consigliere Giuseppe Tanzarella. Purtroppo, però, queste non trovarono ascolto né da parte della Regione che dell’ amministrazione comunale.

Ebbene, in origine, nel 2009, vi erano numerosi soggetti imprenditoriali che si giocavano una chance di aggiudicazione della concessione demaniale sulla scorta di una valutazione concorrenziale, quest’ultima, come si potrà immaginare, garanzia di scelta della migliore tra le diverse soluzioni progettuali in gioco.

Nel corso del trascorso decennio, però, il procedimento ha visto, da un lato, la stessa Regione Puglia interromperlo e rallentarlo più volte, ingiustificatamente, e sulla scorta della pendenza di ricorsi giurisdizionali manifestamente infondati e, dall’altro, in contemporanea, il venir meno di tutti i soggetti interessati alla concessione demaniale, ad eccezione dell’ATI CR Costruzioni srl- FRAVER srl, attualmente rimasta la sola in lizza per l’aggiudicazione.

Emerge palese, pertanto, l’estrema contraddittorietà dell’azione della Regione, la quale ha, dapprima, ritardato inopinatamente la conclusione del procedimento, salvo successivamente, a distanza di dieci anni, riavviare la procedura senza la benchè minima pubblicità e senza concedere la possibilità che la scelta del concessionario su cui sarebbe pesato l’onere di restituire alla città un porto fruibile e appetibile a livello turistico fosse garantita mediante la scelta tra più di un progetto all’esito di un vero confronto concorrenziale.

I risultati delle predette errate scelte sono oggi, perciò, sotto gli occhi di tutti, essendo trascorsi inutilmente ulteriori 4 anni in sedute di conferenze di servizi nelle quali la Regione ed il Comune hanno sempre omesso di affrontare con la dovuta attenzione i rilevanti aspetti urbanistici, paesaggistici, economici e finanziari che odiernamente restano irrisolti, e che impediscono di definire la procedura, come, ad esempio, la sopravvenuta ammissione al finanziamento per il dragaggio, nonché la durata della concessione, così come la necessità della redazione di uno strumento di pianificazione esecutivo per la disciplina delle aree a terra.

Così come altrettanto grave è la circostanza che nessuno degli enti, nonostante i nostri solleciti, si è mai assunto la responsabilità di verificare la sussistenza dei requisiti soggettivi in capo all’aspirante concessionario.

Speriamo, perciò, che almeno ora che qualcun altro inizia a riconoscere la fondatezza degli argomenti che abbiamo da sempre sostenuto, si possa rimettere sui giusti binari della trasparenza e della concorrenza il procedimento, riaprendo la fase della sua pubblicizzazione, e questo nell’esclusivo interesse della città e del suo porto.