aperture 1 maggio
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La nota della direzione provinciale Confesercenti Brindisi.

BRINDISI – Con il ritorno della Puglia in “Zona Arancione”, la riapertura delle attività commerciali e l’approssimarsi della festività del 1° maggio, ritorna fondamentale fare una riflessione politica sul ruolo che gli esercizi di vicinato hanno e potrebbero svolgere nella strategia di contenimento del virus SARS-COVID-19.

Mentre la Regione Puglia incontra i Sindacati e le Associazioni per valutare l’esigenza di ordinare la chiusura per la giornata di sabato 1° maggio, la nostra Associazione resta convinta che, invece, l’apertura di sabato ed una complessiva ripresa delle attività di vendita di negozi, bar e ristoranti con lo scrupoloso rispetto delle regole previste dai Protocolli Aziendali possano essere l’unico strumento per contenere i contagi, nell’ambito di un più radicale cambio di strategia politica e sanitaria.

Mentre è indubbio che la chiusura prolungata delle attività imprenditoriali non abbia sortito assolutamente alcun effetto positivo; se è vero (come è vero) che ci sono voluti quasi 2 mesi di stop per ritornare ad un livello di rischio appena moderato, di contro, proprio il Governo, su proposta del Comitato Tecnico Scientifico (CTS) Nazionale, già nell’All.5 (misure per gli esercizi commerciali) del DPCM 26/04/2020 indicava come indispensabile “l’ampliamento delle fasce orarie” di accesso agli esercizi commerciali.

“Partendo quindi da questo piccolo e sacrosanto principio, la chiusura delle attività di vendita alla vigilia di determinati giorni di festa, la riduzione dell’orario di servizio al pubblico, così come la contrazione dell’orario di uffici postali e sportelli bancari, provoca inevitabili resse ed affollamenti da parte dei clienti anche negli esercizi di vicinato, tradizionalmente caratterizzati da una capacità di offrire un servizio in piena sicurezza e senza il rischio di assembramenti” ha dichiarato il Presidente Provinciale Confesercenti Michele Piccirillo.

“Per questo motivo riteniamo invece indispensabile garantire l’apertura di sabato 1° maggio e, più in generale, un progressivo ritorno ad una modalità di servizio che veda anche la riapertura di bar e ristoranti, i soli in grado di garantire un controllo delle distanze tra gli utenti ed il rispetto dei protocolli di sicurezza COVID, evitando l’unica alternativa dei pranzi e delle cene in casa, impossibili da controllare e vero motore della diffusione dei contagi”.

Se davvero vogliamo trarre una lezione dai molti mesi di emergenza già trascorsi, questa non può non considerare l’esigenza di un generale cambio di strategia e di metodo nella lotta al COVID.