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L’ex assessore interviene dopo le diverse manifestazioni di protesta.

La denuncia fatta ormai un anno fa da tanti di noi, circa una possibile pandemia economica e sociale sicuramente peggiore della già drammatica pandemia sanitaria che stiamo vivendo ormai da 13 mesi con quasi 114.000 morti e migliaia di italiani che stanno combattendo su un letto di ospedale, rappresentava un momento di ilarità per tanti garantiti che non capivano, o facevano finta, la gravità della situazione.

Solo in questi giorni, con la tensione sociale che sta crescendo, al netto di alcuni episodi di violenza da condannare fermamente ad opera di infiltrati ed estremisti che con i lavoratori non hanno nessuna attinenza, la politica ed il sistema mediatico sta toccando con mano la disperazione di ristoratori, negozianti, imprenditori turistici, titolari di palestre, piscine, piste di sci, lavoratori stagionali, pizzerie, commercianti ambulanti, artigiani, parrucchieri/e, estetisti/e, lavoratori di compagnie teatrali, il mondo del cinema, della cultura, dello sport dilettantistico, tutti con relativi collaboratori/e, che non lavorano da 13 mesi, hanno tasse, bollette, fitti da pagare, non riuscendo in tanti casi a mettere insieme il pranzo con la cena.

Questa la situazione: parliamo di decine di milioni di persone non garantite da niente e nessuno a cui il Governo, le Regioni ed i Comuni, ognuno commisurato al proprio ambito d’intervento, hanno il dovere di fornire risposte urgenti e veritiere.

Il Governo ha stanziato sostegni largamente insufficienti per i pochi fortunati che sono riusciti a percepirli non perdendo il 30% nel 2020 rispetto al 2019: si auspica un nuovo scostamento di bilancio che finanzi a fondo perduto o con tassi quasi azzerati da restituire in 30 anni, tutte le partite iva che rappresentano quasi metà del Paese.
Bene il già previsto (pare) anno sabatico fiscale e l’azzeramento della Tassa occupazione suolo pubblico sino al 30 giugno.

Ma il Governo Draghi deve urgentissimamente, formulare un piano serio di riaperture con i dovuti protocolli di sicurezza studiati e previsti per ogni settore, perché cosí il sistema non può tenere: si indichi una data certa, celere e la si rispetti.

La Regione Puglia potrebbe creare ulteriori meccanismi di finanziamento a fondo perduto o a tassi d’interesse bassi come fatto l’anno scorso per le imprese turistiche, oltre a stanziare una tantum immediata a tutti i piccolissimi commercianti ambulanti e negozianti.

Infine già l’anno scorso, dopo il primo lockdown, posi l’attenzione sul piano di sviluppo per la ripartenza che ogni Comune doveva immaginare, opzione purtroppo rimasta vana. Riformulo tale richiesta: è tempo che il Comune di Ostuni immagini, nella propria realtà, una strategia di ripartenza dei settori Turismo, Commercio, Artigianato, Eventi, Marketing, oltre ad intervenire sulla leva fiscale locale. L’anno scorso ricordai che il Comune, di fondi propri, non aveva speso nulla, perché i buoni spesa elargiti( anche lí con tanti furbetti come per i vaccini) erano fondi regionali mentre le tasse locali (a parte una rata di Tosap per gli Ambulanti), sono rimaste invariate, in primis la Tari con acconto nel novembre scorso e saldo richiesto appena un mese fa, come ebbi modo di segnalare già l’anno scorso, allora lapidato dai fan di un consigliere comunale di Maggioranza.

Il Comune di Ostuni utilizzi i fondi della Cultura, delle Attività Produttive e del Turismo non spesi per eventi, per elargire degli aiuti a fondo perduto anche di piccole o medie entità, come già fatto da altri Comuni della nostra Provincia (San Vito, San Michele Salentino) o della nostra Regione (Bari in primis) alle Partite Iva che stanno morendo per responsabilità non addebitabili a propri errori o mancanze e possibilmente eviti, magari, d’inviare proprio in questo periodo, tasse locali vecchie non pagate, con aggravi d’interessi.

Se la gente non ha soldi per mangiare, come vi può pagare le tasse di anni fa……?????

Giovanni Fedele – Ex Assessore alle Attività Produttive Ostuni.

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