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Consorzio ASI, dal comune di Ostuni no all’accorpamento dell’ente con Lecce

«No all’accorpamento dei consorzi Asi in capo alla regione. Basta martoriare la provincia di Brindisi». Così l’ex sindaco di Ostuni, oggi consigliere comunale di opposizione, Domenico Tanzarella, su quelle che potranno essere di qui a breve le scelte della regione Puglia per le aree di sviluppo industriali. Un argomento che nelle ultime settimane si è intrecciato con le dinamiche interne del consorzio Asi di Brindisi, tra il bilancio approvato con mille polemiche e le dimissioni anticipate del presidente Mimmo Bianco.

Valutazioni che sono state al centro del dibattito del consiglio comunale di Ostuni.

«Sono dispiaciuto per le dimissioni dell’ex presidente Mimmo Bianco che si è dimostrato un manager davvero in gamba: il consorzio Asi di Brindisi – afferma il primo cittadino di Ostuni Guglielmo Cavallo- ha chiuso con un bilancio in attivo, forse unico in Puglia». Sul futuro lo stesso rappresentante del centrodestra spiega la sua posizione: «Sulla riforma delle Asi l’ipotesi della regione Puglia non credo sia corretta, perché cerca di accentrare la governance. La creazione di due macro aree Asi finirà per accentrare, appunto gli aspetti gestionali, sui quali noi come assemblea di Brindisi abbiamo un’interlocuzione abbastanza continua, avendo la possibilità di eleggere i nostri rappresentanti, ed avere più controllo dell’operato del consiglio di amministrazione. Come modello – riferisce Cavallo- confermerei l’attuale impianto: veniamo fuori da un periodo di ottima gestione».

Tra le altre soluzioni su cui ci sarebbe una valutazione a livello centrale, anche il trasferimento ai singoli comuni di poteri, funzioni e risorse. «Anche su questo fronte ritengo che sia di difficile attuazione: si caricherebbe sugli uffici dei singoli comuni un lavoro enorme. Quello che escludo -conclude il sindaco di Ostuni- è che il comune possa uscire dal consorzio. Anzi esserci lo ritengo strategico per una serie di finanziamenti, che a breve coinvolgeranno anche la nostra realtà. La zona industriale di Ostuni, così, beneficia di questa presenza». No all’ipotesi accorpamento anche dall’opposizione in consiglio comunale nella Città Bianca. «Come rappresentante orgoglioso di questa provincia io non condivido l’ipotesi dell’accorpamento delle due macro aree: in questo contesto, così come è avvenuto per il sistema dei rifiuti, o la camera di commercio, la provincia di Brindisi già martoriata – dichiara il consigliere comunale Domenico Tanzarella- rischierebbe di assurgere ad un ruolo più marginale».

C’è però un aspetto che l’ex presidente della Provincia ritiene necessaria anche in proiezione futura. «Penso che sicuramente bisognerà dare a questi consorzi una connotazione più aderente alle necessità di trasparenza, legalità che devono caratterizzare enti che utilizzano fondi pubblici, nominati dai rappresentanti di comuni e provincia devono rispettare le norme.

Avere una missione molto più chiara: per fare questo conclude Domenico Tanzarella – non è necessario un accorpamento, che può servire ad un tentativo in atto di accentrare i centri di potere e controllo. Io sono stato sempre abituato al decentramento ed a cercare di coinvolgere le comunità amministrate e la provincia di Brindisi ha bisogno di seguire questo indirizzo, tutt’altro che accertamento e accorpamento».

Ipotesi accorpamento esclusa anche dal consigliere comunale di Fratelli D’Italia Giuseppe Bagnulo, a nome del gruppo, che ha proposto un ordine del giorno per rappresentare alla regione l’inopportunità dell’accentramento dei consorzi Asi.