Comune di Ostuni
Comune di Ostuni 2
Pubblicità
Pubblicità

Insediata la commissione d’indagine, ecco le parole dell’area civico socialista.

In data odierna si è insediata la Commissione d’Indagine richiesta dall’opposizione, la cui esigenza, seppure scaturita in seguito alla notizia dell’interdittiva antimafia che ha attinto una società aggiudicataria di un parcheggio estivo, nelle nostre intenzioni ha quale principale finalità quella di dare una risposta decisa della politica al cospetto di una situazione che vede la nostra città in grande difficoltà, da oltre un anno protagonista di eventi criminosi che ne minano la serenità e l’immagine, e da ultimo soggetta alle attenzioni della commissione prefettizia antimafia.

Dispiace, però, che qualche consigliere comunale della maggioranza e della stessa opposizione si sia espresso per la sopravvenuta superfluità dell’iniziativa alla luce dell’insediamento della diversa, sia per funzione che per natura, commissione prefettizia.

Noi riteniamo, invece, che l’esigenza di una disamina sull’accaduto da parte dell’ istituzione del Consiglio Comunale sia quantomai opportuna ed indispensabile, in quanto la parte politica non può e non deve abdicare al proprio dovere di salvaguardare l’amministrazione da qualsiasi tentativo di inquinamento criminale, nell’adempimento del principio di responsabilità politica che le è proprio.

La Commissione Prefettizia, infatti, adempie ad una differente funzione di controllo giuridico-amministrativo, e viaggia su di un binario parallelo alla politica, non potendo limitare le legittime facoltà e prerogative che i Consiglieri comunali sono chiamati ad esercitare.

E’ necessario da parte dell’istituzione politica, quindi, assumersi le proprie responsabilità, senza infingimenti, affinchè il momento che stiamo attraversando possa presto essere superato.
Siamo, perciò, ancora più amareggiati per quello che è accaduto nel corso del primo insediamento della Commissione, in quanto la maggioranza, invece di lasciare la scelta della Presidenza all’opposizione, così come previsto dal Regolamento del Consiglio e richiesto da un principio di collaborazione e lealtà istituzionale, ha pensato bene di votare il “suo” Presidente pescandolo essa stessa tra i banchi dell’opposizione, con ciò mortificando le nostre prerogative di scelta e di azione.

Si è persa così un’altra buona occasione per dare un segnale di convergenza sui valori ed i principi della lotta alla criminalità, che dovrebbero essere patrimonio di tutta la classe politica, chiamata non solo ad effettuare i soliti distinguo di circostanza, ma a farsi parte attiva nella creazione degli anticorpi necessari a respingere tentativi di insano inquinamento.