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Si è insediata questa mattina la commissione ispettiva antimafia ad Ostuni. Al vaglio al documentazione che riguarda l’appalto del parcheggio in località Santa Lucia nella Marina di Ostuni.

La commissione, composta da un viceprefetto in servizio presso la prefettura di Brindisi, dal vicequestore vicario della questura di Brindisi e da un ufficiale della Guardia di Finanza, opererà, con i poteri previsti dalla normativa vigente in materia di enti locali, per tre mesi, prorogabili, ove richiesto, per altri tre mesi. Le verifiche della commissione potrebbero focalizzarsi, in particolare, sull’affidamento dei parcheggi comunali di zona Santa Lucia, sul litorale di Ostuni, a una società con sede a Campi Salentina (Lecce), la Pkt Srl, raggiunta lo scorso dicembre da una interdittiva antimafia della prefettura di Lecce.

Tale provvedimento scaturì da un’informativa trasmessa nel mese di ottobre 2020 dalla questura di Brindisi, a seguito di approfonditi accertamenti investigativi a carico della Pkt, il cui amministratore unico è stato coinvolto in varie vicende giudiziarie culminate con condanne definitive. “Situazioni pregiudizievoli, sia per i suoi precedenti penali che per i suoi legami di parentela e frequentazioni”, si legge nel provvedimento della prefettura, sono emersi anche a carico di uno dei soci dell’azienda. Riguardo all’aggiudicazione del bando di gara per il servizio di gestione dei parcheggi comunali di Santa Lucia, la questura di Brindisi “ha disvelato aspetti di rilevante interesse investigativo ai fini dell’accertamento del pericolo di infiltrazione mafiosa nell’attività di impresa svolta dalla Pkt”, servizio particolarmente redditizio nei mesi estivi, quando il litorale di Ostuni pullula di turisti.

Da quanto appurato dagli investigatori “il valore assegnato al bando di gara per il servizio di gestione dei parcheggi è di soli 500 euro, soglia che, secondo la normativa vigente, non obbliga la stazione appaltante a richiedere la certificazione antimafia”. Ma quella somma di 500 euro sarebbe un “valore irrisorio assegnato al bando, a fronte di un reale guadagno per la società aggiudicataria di circa 60mila euro, calcolando la richiesta di 4 euro per ogni auto che accede ai numerosi lidi della zona”. Questo appare dunque “un malcelato tentativo – si legge nel documento della prefettura di Lecce – di eludere, in modo fraudolento, la normativa antimafia, la cui applicazione (anche pattizia, secondo gli schemi abituali sottoscritto dagli enti locali con le componenti prefetture) avrebbe senza dubbio evidenziato controindicazioni soggettive nei confronti della Pkt”.

La Polizia ha infatti “rilevato l’evidente incongruenza nel rapporto tra la soglia assegnata a bando e il reale guadagno dato dalla gestione del servizio”. Considerato, infatti, che la capienza massima del parcheggio è di circa 140 posti e il costo del biglietto era già stato fissato in 4 euro ciascuno, “si poteva calcolare che la soglia fissata in 500 euro sarebbe stata certamente oltrepassata in un solo giorno di lavoro, ciò senza considerare che i lidi serviti dal parcheggio organizzavano anche eventi di pubblico spettacolo serali e notturni che farebbero verosimilmente aumentare ulteriormente gli introiti”.

La dichiarazione del sindaco Guglielmo Cavallo

“Ho incontrato, insieme al Segretario generale del Comune di Ostuni, la Commissione di accesso ispettivo nella mattinata di oggi” spiega il Sindaco di Ostuni, Guglielmo Cavallo “un incontro cordiale durante il quale ho garantito la più ampia collaborazione della macchina amministrativa del Comune affinché la Commissione possa concludere al più presto i lavori.

Ho altresì espresso ai commissari piena fiducia sul loro lavoro con la certezza che sarà dimostrato che l’amministrazione comunale ha operato correttamente e senza alcun condizionamento”.

La dichiarazione dell’opposizione – Area Civica

L’istituzione di una Commissione Prefettizia finalizzata ad accertare eventuali condizionamenti dell’azione amministrativa da parte di ambienti malavitosi è già di per sé un fatto grave per qualsiasi comunita’, il quale va a minare il rapporto di fiducia che dovrebbe legare l’istituzione alla cittadinanza. Non conosciamo gli elementi che sono alla base di questa decisione, potendone al massimo immaginare qualcuno.

Non è mistero, infatti, che nell’ultimo anno e mezzo la nostra città sia stata protagonista di fatti incresciosi, a fronte dei quali più volte abbiamo sollecitato una ferma reazione dell’istituzione comunale quale baluardo di civilta’ e legalità. Purtroppo questo non è avvenuto. La parte politica ha preferito, al contrario, ostentare un’inopportuna tranquillità.

Quest’intervento prefettizio, perciò, supplisce all’ignavia di chi ci amministra, arrecando un danno incommensurabile all’immagine ed alla dignità di Ostuni.

La dichiarazione del Partito Democratico

La notizia è assai grave e deve preoccupare tutte le forze politiche che compongono le istituzioni. Il nome della nostra città non può e non deve assolutamente essere associato a fenomeni di infiltrazione mafiosa o di illegalità. Anche in questa circostanza come già accaduto in passato, per quanto nelle nostre possibilità garantiamo piena collaborazione agli organi ispettivi affinché si possa accertare lo stato di salute dell’Istituzione comunale. La legalità è il primo ed incondizionato valore che deve guidare l’agire delle istituzioni.

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