Pubblicità
Pubblicità

Va sostenuta la straordinaria formula di maternità sociale con due adulti che si prendono cura di un nucleo di 6 minori.

Parte l’alleanza con le mamme SOS dove ai bambini e ai ragazzi ospiti del Villaggio di Ostuni sono stati donati pasta, frutta, verdura, formaggi, salumi, conserve di pomodoro, farina, olio 100% italiano, di alta qualità e a chilometri zero dagli agricoltori di Campagna Amica. E’ quanto afferma Coldiretti Donne Impresa Puglia che sosterrà con continuità il Villaggio SOS di Ostuni, il secondo degli 8 fondati in Italia da Hermann Gmeiner, un giovane studente di medicina austriaco che aveva constatato in prima persona la sofferenza di tanti bambini rimasti orfani dopo la seconda guerra mondiale e che decide di aprire i Villaggi SOS.

“E’ una realtà straordinaria, dove le educatrici sono vere e proprie mamme h24 per minori a rischio di devianza, provenienti da famiglie in difficoltà o rimasti orfani. Tra le categorie più deboli in Puglia si contano oltre 30mila bambini di età inferiore ai 15 anni che hanno bisogno di essere assistiti e sono a forte rischio di povertà anche educativa e di dispersione scolastica”, dice Floriana Fanizza, leader nazionale e regionale di Coldiretti Donne Impresa.

Il Villaggio SOS di Ostuni, aperto nel 1969, comprende nove case unifamiliari di circa 150 metri quadrati ciascuna e una palazzina di circa 450 metri quadri costituita da tre appartamenti, uffici amministrativi e un laboratorio multimediale, immersa nel verde di un terreno collinare di 16.000 metri quadri.

“Va sostenuta questa straordinaria formula di maternità sociale – spiega la responsabile Fanizza – con due adulti che si prendono cura di un nucleo di 6 minori nei confronti dei quali assumono il ruolo genitoriale. Sono 9 gruppi familiari e ad oggi sono stati accolti 320 minori. Oltre alla donazione di cibo di qualità a Km0, organizzeremo attività di didattica rurale a beneficio dei minori che hanno bisogno di essere assistiti e dei ragazzi che hanno bisogno di trovare in prospettiva un lavoro”.

Nel momento emergenziale causato dalla pandemia Coldiretti ha lanciato la campagna ‘Mangia Italiano’ a sostegno del Made in Italy a tavola per difendere il territorio, l’economia e il lavoro dalla disinformazione e dagli attacchi strumentali, avviando in maniera capillare l’iniziativa si solidarietà con la ‘Spesa sospesa’ con cinque milioni di chili in frutta, verdura, formaggi, salumi, pasta, conserve di pomodoro, farina, vino e olio 100% italiani, di alta qualità e a chilometri zero in dono dagli agricoltori di Campagna Amica ai più bisognosi lungo tutta la Penisola.

Con il progetto “Diamo spazio ai bambini” Coldiretti Donne Impresa ha promosso la riapertura della Fattorie Didattiche e delle aziende che svolgono attività didattica in funzione di supporto ai bambini, alle famiglie e alle istituzioni nella fase di ripresa delle attività sociali ed economiche.

Per aiutare tutto il sistema scolastico e le famiglie ad alimentare al meglio le giovani generazioni e l’intero nucleo familiare, da anni il Progetto di Educazione alla Campagna Amica ha agevolato l’incontro tra i bambini e i prodotti agricoli ‘fatti’ dagli agricoltori. In Puglia negli ultimi 10 anni – riferisce Coldiretti Donne Impresa Puglia – sono stati coinvolti nel progetto delle masserie didattiche 150mila bambini e 480 scuole.

“In Puglia ci sono ormai oltre 200mila affamati che sono costretti a chiedere aiuto per mangiare. Il problema alimentare non riguarda solo il terzo mondo ma anche i Paesi più industrializzati – aggiunge Filippo De Miccolis, presidente di Coldiretti Brindisi – dove le differenze sociali generano sacche di povertà ed emarginazione. Tra le categorie più deboli degli indigenti in Puglia ci sono proprio i bambini”.

Presso i centri di distribuzione dei pacchi alimentari e alle mense della solidarietà – aggiunge Coldiretti Puglia – si presentano persone e famiglie che mai prima d’ora avevano sperimentato condizioni di vita così problematiche e ai centralini arrivano decine di telefonate al giorno con richieste di aiuto perché padri e madri non sanno come sfamare i figli e si vergognano di trovarsi per la prima volta in questo tipo di difficoltà.

Fra i nuovi poveri ci sono coloro che hanno perso il lavoro, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere –aggiunge Coldiretti Puglia – le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attività saltuarie.

La stragrande maggioranza di chi è stato costretto a ricorrere agli aiuti alimentari lo fa attraverso la consegna di pacchi alimentari – insiste Coldiretti Puglia – che rispondono maggiormente alle aspettative dei nuovi poveri (pensionati, disoccupati, famiglie con bambini) che, per vergogna, prediligono questa forma di sostegno piuttosto che il consumo di pasti gratuiti nelle strutture caritatevoli.

E proprio per aiutare a combattere la nuova crisi alimentare con oltre 200mila poveri che hanno bisogno di cibo in Puglia, gli agricoltori di Campagna Amica portano avanti l’iniziativa “Spesa sospesa del contadino” che mutua l’usanza campana del “caffè sospeso”, quando al bar si lascia pagato un caffè per il cliente che verrà dopo e che non ha i mezzi per saldare il conto. In questo caso i cittadini che acquistano nei mercati e nelle fattorie di Campagna Amica possono decidere di donare un pacco alimentare alle famiglie più bisognose che potranno portare in tavola frutta, verdura, farina, formaggi, salumi o altri generi alimentare Made in Italy, di qualità e a km zero, in accordo con i Comuni e gli enti caritativi.

Con la spesa sospesa Coldiretti vuole dare un segno tangibile della solidarietà degli agricoltori verso le fasce più deboli della popolazione più colpite dalle difficoltà economiche, con l’obiettivo di far sì che questa esperienza non resti limitata a questa occasione ma diventi un fenomeno strutturale.