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Ecco le parole del consigliere Andrea Pinto sul posizionamento dei massi di cemento per evitare il transito della auto sulla pista ciclabile di Costa Merlata.

La situazione venutasi a creare sul litorale di Costa Merlata ci riporta, come nel più classico dei giochi da tavolo, a passare ancora una volta sulla casella dell’amministrazione poco trasparente ed efficiente. È chiaro come quanto dichiarato dall’Amministrazione risulti poco credibile: l’Ente che si dichiari estraneo o che comunque prenda le distanze dall’agire nei confronti di coloro che effettivamente abbiano apposto i massi è un Ente incapace di regolamentare e gestire la propria influenza sul territorio che esso stesso dovrebbe controllare.

Non torniamo sulla questione ormai cristallizzata della videosorveglianza, sarebbe inutile fornire ulteriori solleciti in merito alla gestione degli impianti visti i precedenti, ma di contraltare risulta sintomatico, perlopiù patologico, che non si sia in grado di gestire tali atti o quantomeno di conoscerne la matrice. Vien da chiedersi, e da chiedere: come avrebbero potuto essere i monoliti apposti per la tutela delle dune sulla fascia costiera senza che l’Ente ne fosse portato a conoscenza?

Vien da pensare come non si tratti di un’operazione poi tanto estranea al Comune, forse per interessi riguardanti la delimitazione dell’area, la quale è opportuno ricordare non sia totalmente di competenza demaniale, ai fini di eventuali sviluppi e piani futuri, aggirando l’eventuale opposizione dei cittadini e, comunque sul momento, l’accesso degli stessi ad una delle più belle parti di litorale ostunese.

L’illusionismo non ci è nuovo come artificio praticato dall’attuale Amministrazione e spesso lo vediamo a braccetto con il declino delle responsabilità sotto coltri di fumo. Sarebbe opportuno che l’Amministrazione, ente competente di questa porzione di territorio, si attivi quanto prima per richiedere che l’area venga posta sotto sequestro al fine di eseguire le relative indagini sull’accaduto.