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Riceviamo e pubblichiamo la nota del Partito Democratico di Ostuni, dopo la commissione urbanistica.

Mercoledì 16 dicembre si è tenuta la commissione urbanistica da noi richiesta per esaminare la DGC n.226 del 10.11.2020 con la quale la nostra città rischia di fare un salto indietro di oltre 20 anni.

Tale appare la scelta di interrompere il percorso avviato nel 2013 con l’adozione da parte del Consiglio Comunale della Variante di Adeguamento del PRG al Putt/p (Piano Urbanistico Territoriale Tematico/paesaggio) per iniziare un nuovo percorso di adeguamento del PRG vigente, approvato definitivamente nel 1995, al PPTR (Piano Paesaggistico Territoriale Regionale).

E’ incomprensibile la scelta di interrompere una procedura tanto impegnativa ed importante per lo sviluppo sostenibile del nostro territorio, smentendo se stessi e le iniziative intraprese negli ultimi 6 anni, ad un passo dal raggiungimento del risultato.
Scelta che rischia di vanificare l’enorme lavoro svolto di puntuale adeguamento paesaggistico ed urbanistico del nostro PRG e di rappresentare un notevole sperpero di denaro pubblico.

Tale strumento infatti, che ad agosto del 2018, ha ottenuto il parere favorevole con prescrizioni della Regione Puglia, avrebbe dovuto concludere il proprio iter con l’approvazione definitiva da parte del Consiglio Comunale e la successiva attestazione di conformità al PPTR, circostanza confermata dall’affidamento nello stesso anno, da parte dell’Amministrazione, dell’incarico al progettista della Variante per l’adeguamento della stessa alle prescrizioni della Regione al fine di completare l’iter ai sensi dell’art.100 delle NTA del PPTR.

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La totale assenza di condivisione di scelte tanto importanti e strategiche per la crescita della nostra città e la pretestuosità di giustificazioni confuse e contraddittorie, forniteci nella suddetta commissione, che attribuiscono ad inverosimili criticità sollevate da Regione e Ministero, per tramite della Sovrintendenza, la responsabilità di tale cambio di rotta da parte dell’Amministrazione Comunale, rendono improrogabile un confronto partecipato e aperto all’intera cittadinanza.

Insieme a tutti i colleghi dell’opposizione chiederemo che venga organizzato un consiglio comunale monotematico al quale possano altresì prendere parte il progettista della Variante di Adeguamento, Funzionari della Regione e del Ministero dei Beni Culturali, rappresentanti degli Ordini Professionali e del Forum della Società Civile. Nelle more che ciò accada chiederemo delucidazioni a Regione e Ministero dei Beni Culturali.

Con altrettanta decisione abbiamo chiesto in commissione che l’Amministrazione riferisca sullo stato di attuazione della nuova zona 167, lo stato dell’arte del Piano delle Coste e su possibili revisioni di diritti di segreteria (un certificato di destinazione urbanistica può arrivare a costare un migliaio di euro) ed oneri anche alla luce di inspiegabili richieste da parte degli uffici di pagamento di contributi per interventi di manutenzione straordinaria e risanamento conservativo.

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