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Bella, ciao! La Presidente della sezione ANPI “Antonio Ayroldi” di Ostuni saluta Lidia Menapace.

«Oggi siamo tutti più poveri e tutti abbiamo più responsabilità nell’impegno». È con queste parole che Isabella Ayroldi, Presidente della sezione ANPI di Ostuni, intitolata al Maggiore Antonio Ayroldi, vittima alle Fosse Ardeatine e medaglia d’argento al valor militare alla memoria, esprime il cordoglio per la scomparsa di Lidia Menapace, partigiana, senatrice della Repubblica, femminista e pacifista, deceduta oggi, 7 dicembre, a causa del Covid 19.

Lidia Menapace ha percorso i momenti più complessi della storia del nostro Paese: dalla Resistenza al Sessantotto, dalle battaglie femministe fino alla presidenza della commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito. Una strada lunga, percorsa col sorriso e la coerenza di un impegno portato avanti fino all’ultimo perché, come diceva, «quello che abbiamo ottenuto è ancora recente e fatica a durare».

Il ricordo di Isabella Ayroldi si tinge di commozione ripensando alla sua presenza al momento della posa della “pietra d’inciampo” dedicata al Maggiore Ayroldi, il 10 gennaio 2016: «Fu una giornata particolare e Lidia ci donò il suo sguardo, che non era mai rivolto semplicemente al passato, ma proiettato al futuro; è stata una donna lungimirante, che sapeva parlare ai giovani, dei quali condivideva l’urgenza di orientarsi in una modernità che definiva confusa e smarrita.

Agli studenti delle scuole ostunesi, che in quell’occasione si erano riuniti numerosi presso il Salone Comunale, Lidia Menapace aveva raccontato la lotta di Resistenza, le corse in bicicletta per recapitare i messaggi in codice imparati a memoria, lei, staffetta partigiana, sempre con la paura d’incrociare per strada i nazifascisti; con le sue parole aveva fatto rivivere il frastuono dei bombardamenti e la felicità della libertà finalmente ritrovata. Con lei se ne va una delle ultime testimoni dirette di quegli anni terribili.

Ci mancherà la forza pacata di quel suo narrare il passato per immaginare e far immaginare un futuro diverso, ma non possiamo che raccogliere il suo testimone, ripetendo quei versi di Italo Calvino da lei spesso citati : Ormai tutti han famiglia hanno figli/ che non sanno la storia di ieri/ io son solo e passeggio fra i tigli/ con te cara che allora non c’eri./ E vorrei che quei nostri pensieri/ quelle nostre speranze di allora/ rivivessero in quel che tu speri/ o ragazza color dell’aurora».

Ecco il momento dell’inaugurazione della Pietra d’Inciampo