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Sono 12 i ricoverati ad Ostuni nel centro Covid appena attivato all’interno dell’ospedale “Civile”. Intanto i residenti della zona scrivono alle autorità.

Sei pazienti si trovano nel reparto di medicina generale ed altri sei in pneumologia. Questi i dati forniti dall’asl nel tardo pomeriggio. Anche nella giornata di oggi, comunque, nella Città Bianca sono giunti diversi mezzi del 118, anche provenienti da altre province pugliesi, per il ricovero di altre persone, o per la valutazione di altri casi “sospetti”.

Riconversione dell’ospedale cittadino nei giorni scorsi al centro di una serie di polemiche, di carattere politico, ma che hanno visto anche associazioni e comitati spontanei contestare il piano dell’Asl di Brindisi e della regione Puglia, per Ostuni.

«Secondo il Piano di riorganizzazione ospedaliera di agosto sembrerebbe che la scelta dei nuovi Presidi da attrezzare a centri Covid sia ricaduta su Ospedali ubicati quanto più possibile lontani dal centro abitato. È così per Martina, Castellaneta, Galatina, Copertino, Francavilla, Corato e Molfetta. È così per tutti i nuovi Ospedali Covid, tranne che per Ostuni.

Data l’ubicazione dell’Ospedale, – scrive in una lettera aperta Maria Colacicco Menna facendosi anche portavoce dei residenti nel raggio di prossimità dell’ospedale – ho più volte rappresentato per le vie brevi all’amministrazione locale i dubbi e i timori circa la collocazione del Presidio Covid in pieno centro cittadino. Come ormai noto, il Covid è una malattia altamente infettiva il cui virus resta attivo anche per diverso tempo nell’aria causando catene di contagio. Per questo vengono vietati assembramenti e vengono adottate tutte le cautele possibili per contenere la diffusione e la propagabilità.

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Ma destinare il nostro presidio ospedaliero, ubicato in pieno agglomerato urbano, non potrebbe ancor più alimentare la diffusione del contagio con l’andirivieni di persone e ambulanze, con la necessità di aerazione dei locali ospedalieri, con conseguente dispersione del virus nell’aria? Non sarebbe forse più opportuno, logico e sicuro destinare per questa emergenza altre strutture di proprietà del comune situate più in periferia?

Siamo tutti molto preoccupati e chiediamo a Sindaco, ASL di Brindisi, Regione e Presidente della Repubblica, quantomeno, di darci conto di una scelta a nostro avviso temeraria e per nulla garantista della tutela della salute della popolazione locale».

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