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Le Scriventi OO.SS. a seguito dell’assemblea dei lavoratori della Polizia Locale di Ostuni, tenutasi in data 01/10/2020, comunica alle SS.LL. l’inizio dello Stato di Agitazione a partire dalla data odierna.

L’iniziativa è causata dalle seguenti motivazioni:

Plurimi comportamenti e decisioni reiterate nel tempo ai danni dei lavoratori, aventi una non chiara genesi e matrice, considerando che le colpe di tali azioni ed omissioni, vengono rimpallate fra Amministrazione Comunale e Responsabile del Settore Polizia Locale.

La probabile tendenza all’esclusiva tutela degli interessi economici dell’Ente, mascherata da volontà dell’Amministrazione di soddisfare le esigenze della cittadinanza ed il bene comune, ha portato il personale della Polizia Locale di Ostuni a soggiacere a univoche ed arbitrarie disposizioni, che, di fatto, stanno portando malcontento e nocumento all’attività lavorativa e notevoli ripercussioni negative sulla sfera familiare e psico/sociale degli stessi.

Si espongono di seguito alcune delle motivazioni della presente:

• Utilizzo dello straordinario come fattore ordinario di programmazione di lavoro e di copertura dell’orario di lavoro, rendendolo “obbligatorio”, “programmato”, ed utilizzato, in netto contrasto con le norme contrattuali. In particolare, con l’emergenza epidemiologica in atto, che vede moltiplicati gli orari di ingresso/uscita degli alunni dagli Istituti scolastici, la gestione degli orari di lavoro effettuata dal Dirigente del Settore, con l’articolazione dei turni, costringe di fatto il personale da un lato, a sforare dalle 6 ore previste effettuando coattivamente straordinario giornaliero, dall’altro a non poter garantire la copertura di tutte le “postazioni scuola”, nei diversi orari. Tali criticità non si sarebbero presentate ove si fosse concluso l’iter della modifica dell’orario di lavoro nella forma del 7×5, (sette ore lavorative per 5 giorni settimanali) come da delibera preparata dal Dirigente della PL ed in possesso dell’Assessore al ramo. Corre l’obbligo di evidenziare che le maggiori retribuzioni per lo straordinario fanno diminuire le somme destinate alle progressioni economiche, alla produttività ed allo sviluppo dei dipendenti (art. 4/1° ccnl 1/4/99). In pratica, di fatto, i dipendenti retribuiscono con la loro produttività le ore di straordinario effettuate in favore dell’Amministrazione. Lo straordinario programmato quindi è illegittimo e procura un danno economico ai lavoratori ed un conseguente indebito arricchimento dell’Amministrazione;

• Costanti disapplicazioni sia del CCNL degli enti locali, sia del C.D.I. del personale non dirigente (triennio 2019/2021). In particolare, si fa presente come, nonostante lo scorso dicembre 2019 tramite il predetto contratto, fosse stata prevista la corresponsione di una indennità per il personale della Polizia Locale che svolge servizio esterno, ad oggi, di fatto, non è mai stata corrisposta alcuna somma. Alla stessa maniera vi è la mancata applicazione dell’art. 22 del CCNL 01/04/94, che prevede la riduzione dell’orario di lavoro a 35 ore settimanali, per il personale soggetto a regimi di lavoro articolato in più turni, sin dalla data di entrata in vigore del predetto contratto. Nonostante l’attuale C.D.I. avesse stabilito (semplicemente rinnovando quanto già previsto da anni), la possibilità per il personale della Polizia Locale di svolgere le 35 ore settimanali in luogo delle 36. Previsione la cui mancata applicazione costringe gli operatori a lavorare n.1 ora in più a settimana, da innumerevoli anni;

• Mancato aggiornamento del vetusto Regolamento della Polizia Locale (risalente al 1993), con adeguamento alla Legge sull’ordinamento della Polizia Locale Regione Puglia 37/2011, e conseguenti modifiche apportate dalla L.R. 5/2020. Anche al fine di poter contemplare, fra l’altro, la definizione degli orari di servizio e lavoro, come previsto dalla predetta normativa, considerando che per decenni, ad oggi, tali orari sono stati periodicamente e temporaneamente disciplinati con ordinanze sindacali e non da norme regolamentari e definitive (ultima ordinanza sindacale con termine finale fissato al maggio 2020). Il tutto evidenziando che l’Ente avrebbe già da tempo dovuto “obbligatoriamente” effettuare l’aggiornamento e l’adeguamento richiesto. Inadempimento che comporterebbe sanzioni a carico del Comune di Ostuni, fra le quali l’impossibilità di assumere nuovo personale ed inibire la partecipazione del personale della Polizia Locale a corsi di formazione regionali.

• Mancata applicazione della previdenza complementare in favore degli operatori. Anche qui si evidenzia un rimpallo di competenze sull’estensione dei formali atti propedeutici, in disapplicazione a quanto previsto dall’art. 73 del CCNL 12.05.2018. Con somme accantonate negli anni e con atti (Regolamento, Delibera di Giunta, etc.) approntati del Dirigente del Settore Polizia Locale ma mai portati a compimento dall’Amministrazione

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• Mancata applicazione dell’art. 24 c.2 del CCNL. 14.09.2000 (festività infrasettimanali), anche alla luce del recente pronunciamento ARAN, con una interpretazione innovativa della procedura che le Amministrazioni devono seguire in merito;

• Inadeguatezza e/o assenza di strumentazioni, attrezzature e presidi di sicurezza, tendenti alla tutela del lavoratore durante lo svolgimento del servizio

Numerosi sono stati gli interventi scritti e verbali che gli operatori hanno posto in essere per tentare di rivendicare i loro diritti e scongiurare ulteriori azioni sindacali e giudiziarie, instaurando a più riprese un colloquio propedeutico alla risoluzione dei problemi, sia con l’Amministrazione che con il proprio Responsabile,. Nonostante la dichiarata predisposizione da parte degli stessi però, gli episodi che ingenerano prevaricazioni e minano i diritti e la dignità dei lavoratori continuano a ripetersi.

Nei casi su esposti è evidente il forte interesse dei Sindacati ad essere pronti ad attivare tutte le azioni, finanche di lotta, tese ad impedire il verificarsi dell’illegittimo, prima ancora che inaccettabile, comportamento. Ritenendo tali condotte, pregne dell’antisindacalità, sancita dall’art. 28 dello Statuto dei Lavoratori, si richiede l’immediata cessazione del comportamento assunto dall’Amministrazione Comunale e/o dal Dirigente della P.L., della condotta posta in essere, anche con lesione delle prerogative sindacali e l’immediata sospensione con relativa rimozione degli effetti e degli atti amministrativi scaturiti dalle condotte lesive dei diritti dei lavoratori.

Qualora l’atteggiamento dovesse persistere, oltre all’approntamento di tutte le azioni di lotte previste dalla vigente normativa, si prenderà in esame l’opportunità di denunciare il comportamento antisindacale nei modi e termini previsti dalla Legge.

Si richiede infine all’Ill.mo Sig. Prefetto, in rispetto della L. 146/90 e delle norme contrattuali di comparto in materia, la convocazione delle parti per esperire la procedura di raffreddamento dei conflitti.

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