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Da oltre 30 anni la famiglia Crepaldi ha acquistato una residenza nel cuore del borgo antico della città bianca.

«Lo dico a malincuore perché a questa città sono affezionato: quel centro storico ormai non ci appartiene più. Sporco, senza regole. E’ impossibile ormai trascorrere qualche giorno: stiamo pensando davvero di vendere tutto e abbandonare Ostuni». Nelle sue parole c’è amarezza. Profonda delusione.

Amplificata anche da un valore affettivo che la famiglia Crepaldi ha sempre conservato per il centro storico della Città Bianca. Da qualche anno, però, come conferma Francesco Crepaldi, manager e figlio di Gaetano Crepaldi, l’illustre accademico già presidente della Fondazione Dieta Mediterranea, prevale lo sconforto per come sarebbe diventato il rione “Terra”. Da oltre 30 anni la sua famiglia ha acquistato una residenza nel cuore del borgo antico della città bianca.

«L’ultima mia visita a fine giugno è stata orripilante tra sporco, caos ad ogni ora del giorno, con i lavori durante le ore diurne e gli schiamazzi notturni incontrollati. Ma anche a luglio è stato così. Forse proverò a venire fuori stagione, ma credo che ormai la soluzione migliore è vendere tutto. Per poter riposare e cercare tranquillità, e non sono l’unico a denunciare questo, sono stato a Savelletri, che non è chissà dove, ma a pochi chilometri da Ostuni. E che dire di come sono curati alcun centri storici come quelli di Cisternino o Locorotondo?».

Un riscontro da parte di Crepaldi, che giunge anche dopo altre denuncie su alcuni disservizi emersi nel borgo antico, nelle ultime ore. «Ritengo che questa città potenzialmente sia un’eccellenza, in concreto un disastro. E’ chiaro che va fatta una scelta: o Ostuni vuole continuare ad essere un luogo da Festivalbar per i ragazzini ed i turisti che vanno in giro con le bottigliette di acqua, che non consumano, non spendono e devastano la città, oppure –ritiene Francesco Crepaldi- una città di livello anche mondiale, selettiva, con regole per accogliere anche personalità di un rilievo, con l’unico obiettivo quello di dare valore a quelle bellezze naturali che possiede: posizione, patrimonio storico e culturale. E non capisco perché invece di scegliere questa seconda strada, si continua ad alimentare un turismo di massa dove regna caos e confusione».

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Francesco Crepaldi aggiunge: «Ci sono due cose che sono fondamentali, dal punto di vista pratico, per garantire benessere a chi soggiorna, e che permettono ad una località di acquisire valore: la pulizia ed il silenzio. E sono due cose non facili, che ad Ostuni non si vedono. La cosa che ritengono più grave è che non stiamo parlando di modifiche importanti dal punto di vista urbanistico o per l’intera viabilità cittadina. Si tratta solo di accortezze che continuo a non vedere e che rendono quel centro storico un disastro». Oltre alla mancanza di controlli e disservizi, c’è un altro aspetto messo in risalto dal professionista veneto. «Spesso anche da parte delle persone ed i proprietari delle abitazioni c’è mancanza di rispetto nei confronti degli altri. Un esempio su tutti lavori di ristrutturazione nel pieno della stagione turistica, senza tener conto delle esigenze di chi vive a pochi metri. Sono dispiaciuto e avvilito, per l’investimento economico e affettivo che la mia famiglia ha fatto: lo ripeto stiamo pensando di dismettere tutto».

Una difficile convivenza tra le esigenze turistiche che sarebbe generata anche da altri motivi. «Ormai nella stessa via Bixio Continelli si trovano b&b ovunque: tutto senza controllo. Ecco perché bisogna scegliere quella che è la vocazione turistica di questo posto: se lo si vuole far diventare un villaggio vacanze a cielo aperto, vuol dire che chi cerca relax andrà a Savelletri».

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