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Angelo Brescia e Fabio Falabella chiedono gli “Stati Generali” per disegnare il futuro di Ostuni

«Scriviamo insieme una nuova pagina per la nostra città: si convochino gli Stati Generali per disegnare il futuro di Ostuni». Un messaggio rivolto all’intera cittadinanza: da chi ha responsabilità di governo, ma anche al mondo dell’associazionismo. Vincenzo Falabella, avvocato ostunese, presidente nazionale della Fish (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) lancia questa proposta per individuare soluzioni e scelte fondamentali per la vita di ogni singolo cittadino, e non per ultime delle persone con disabilità.

Falabella nei giorni scorsi ha incontrato Angelo Brescia, presidente dell’associazione “Amici del Cuore” e Marco Carani, imprenditore nel settore della nautica, che da anni con il progetto “Mare senza Barriere” porta avanti attività finalizzate all’inclusione sociale. «Senza riferimenti politici credo che chi amministra le nostre città deve avere un ascolto maggiore, che passa anche con il coinvolgimento del movimento associativo delle persone con disabilità. Lo abbiamo messo in campo a livello nazionale per fronteggiare l’emergenza Covid-19. Più volte mi sono confrontato con il Premier Conte».

Falabella aggiunge un altro aspetto: «La pandemia ci ha insegnato tanto: dobbiamo ridefinire il sistema welfare nel nostro Paese. Gli enti locali giocano un ruolo fondamentale nella ricostruzione di questo sistema. Occorre avere lungimiranza, obiettivi a medio e lungo termine. Soprattutto un confronto continuo in questo territorio bellissimo, di cui sono estremamente orgoglioso».

Su quale può essere il primo passo per una nuova visione della città, ad Ostuni, il professionista promuove questa iniziatica: «Stati Generali, entro la fine dell’anno, aperti a tutti per capire quello che funziona e ciò che non va. Per capire attraverso i tecnici e chi vive la disabilità in prima persona quali possono essere le strategie e gli interventi necessari e indispensabili per migliorare le sorti del paese. A me piacerebbe che Ostuni fosse il primo Comune dove si possa legiferare attraverso un concreto confronto con i cittadini, tra cui quelli con disabilità. Ricordo che la Convenzione Onu, approvata dall’Italia con la legge 18/09, stravolge il concetto di disabilità: questa persona non è un malato, ma al disabile bisogna riconoscere pari opportunità attraverso l’esigibilità dei diritti, e questo deve passare anche con la costruzione di atti amministrativi».

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Chi vive il mondo dell’associazionismo da oltre un decennio è Angelo Brescia, con l’associazione “Amici del Cuore”. Anche nelle vesti di consigliere comunale, però, il rappresentante del Pd, chiede maggiori aperture al dialogo alla maggioranza. «Il mio vuole essere un intervento di opposizione costruttiva. Abbiamo la voglia di spronare l’amministrazione affinché Ostuni, carente rispetto a queste problematiche, possa migliorarsi dal punto di vista infrastrutturale. Questo con l’obiettivo, di rendere la città più accessibile: sono tante le difficoltà quotidiane dei cittadini nel nostro Paese dal punto di vista della fruizione degli spazi.

Occorre -dichiara Brescia- fare meglio per dare dignità e non creare ostacoli. E su questi temi così importanti il nostro Comune è completamente assente». Esempio virtuoso, sul tema dell’accoglienza ai diversamente abili, riconosciuto anche ben oltre i confini locali, è Marco Carani: «La nostra è una missione: partendo da quanto c’è di bello nel nostro territorio, diamo a tutti la possibilità di visitarlo attraverso attività specifiche dedicate a chiunque».

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