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Poste ancora chiuse, Andrea Pinto scrive al Presidente ANCI Antonio Decaro

Riceviamo e Pubblichiamo

Egregio Presidente, a fronte dell’, la quale come noto ha paralizzato l’intero Paese, innumerevoli sono EMERGENZA CORONAVIRUS state le attività ed i servizi costretti a cessare per tutta la durata del periodo di lock-down.

Tra i vari Enti Nazionali che hanno disposto chiusura dei propri uffici su tutto il territorio vi è stato, Poste Italiane garante di un servizio il quale, per sua propria natura, risulta tanto capillare sul territorio quanto fondamentale per l’utenza. Entrati nella cd. allorquando all’orizzonte si prospettava un ritorno alla fruibilità dei servizi statali, “FASE 2”, utenti si sono visti costretti a fronteggiare una vera e propria riapertura degli uffici postali “a scacchiera”. Tale disservizio ha contribuito in maniera incisiva a creare non pochi disagi, in quanto i cittadini si sono visti privati di un servizio di pubblica utilità, e molti di loro sono ancora oggi costretti a patire gli effetti provocati da questo grave danno alle comunità, talvolta addirittura costretti a recarsi fuori dal proprio comune per fruire dei servizi.

La nostra Regione si accoda all’elenco delle regioni che subiscono tale disservizio e gli effetti tutt’altro che positivi indotti dallo stesso; tale , così viene definita in una nota da Poste “rimodulazione delle aperture degli uffici postali italiani, che ha previsto aperture a giorni alterni o chiusure totali di più di 3000 unità produttive sul territorio nazionale, è giustificata non già dalla mancanza dimezzi di sanificazione e dei relativi fondi per fronteggiare l’emergenza ma altresì da una linea dell’Ente medesimo, il quale motiva tale rimodulazione con la volontà di attenersi disposizioni Governative al fine di non creare assembramenti.

I medesimi assembramenti, occorre invero rilevare come vengano comunque a crearsi a causa proprio del numero esiguo di uffici operativi. In molti, su tutti il Presidente della Regione Toscana Biffoni, il presidente di A.N.C.I. Piemonte Andrea Corsaro si sono mobilitati, surrogandosi alle singole Amministrazioni in modo tale da sollecitare l’Ente Poste Italiane ad una revisione del piano di riapertura e rimodulazione degli uffici operativi, posto in essere in questa fase. Le scrivo in veste di Consigliere Comunale della Città di Ostuni, la quale sta subendo gli effetti ditale disservizio e la cui Amministrazione non ha intrapreso iniziative per risolvere lo stesso con l’Ente Poste Italiane, in considerazione del fatto che ben due dei quattro uffici operanti sul territorio comunale risultino tutt’ora chiusi al pubblico, uno dei quali trova ubicazione nel cuore turistico della nostra cittadina.

Pertanto La invito personalmente ad intervenire a livello nazionale direttamente con l’ente Poste Italiane in modo tale da sollecitare una riapertura delle unità, scongiurando una possibile celata volontà da parte dell’Ente di effettuare tagli al numero degli uffici e di riflesso al personale stesso. Confidando nel suo intervento ed operato, colgo l’occasione per porgerLe i sensi della più alta considerazione.

Il consigliere Comunale Andrea Pinto