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Lidi ancora chiusi. Non sono giunti ancora i permessi per costruire, compresi i pareri del parco.

C’è la giunta. Mancano però, ancora le autorizzazioni. E così un nuovo week end di disagi all’interno del parco “Dune Costiere”, ed in particolare lungo il tratto di costa dove ricadono gli stabilimenti balneari. Lidi ancora chiusi. Non sono giunti ancora i permessi per costruire, compresi i pareri del parco.

Nessun servizio. I parcheggi continuano ad essere lungo la complanare o in aree abusive. Anche ieri le scene e le proteste sono le stesse che caratterizzano da settimane questo inizio di stagione turistica da dimenticare per gli operatori della zona: macchine sulle dune, gente a piedi sotto il sole, tra ombrelloni in spalla e bimbi in braccio. E per gli stessi imprenditori ogni volta l’amarezza di dover giustificare la loro chiusura, per colpa non di certo di chi dopo aver vissuto l’incubo del Covid-19, si ritrova a dover fronteggiare i ritardi della burocrazia. E della politica.

L’assemblea consortile, composta dai comuni di Ostuni e Fasano e dalla provincia di Brindisi, lunedì scorso, scaduti tutti i termini di proroga del precedente esecutivo, ha nominato la nuova giunta, composta da Mariflo Magli, Annarita Angelini e Fabrizio Anglani.
Valutazioni ed incontri ancora informali tra i nuovi tre membri che stanno vagliando l’intera documentazione: non c’è stata al momento alcuna deliberazione ufficiale sulle istanze presentante dagli operatori dei lidi per consentire la riapertura. E così in riva al mare anche i bagnanti continuano a subire i disagi di questa incertezza amministrativa.

Senza i pareri della giunta del parco, infatti, gli stabilimenti non posso chiudere l’iter per il permesso di costruire. Lungaggine burocratiche ancora senza soluzione: ed anche il primo week end di luglio è trascorso tra l’incredulità di turisti e residente della zona per questa vicenda. Anche ieri, nonostante il tempo non fosse dei migliori, al mattino le spiagge del parco hanno registrato una buona presenza di avventori, che a piedi, dopo aver abbandonato l’auto sulla complanare, hanno raggiunto la riva.

A risentirne sono anche le strutture alberghiere della zona, che a loro volta devono giustificare ai propri ospiti l’impossibilità come lo scorso anno, di avere una spiaggia attrezzata, all’interno dell’area naturale.

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«Restiamo in attesa anche noi di poter riaprire le nostre strutture e poter offrire un servizio ai fruitori delle spiagge che rientrano del parco. L’auspicio è che si possa sbloccare la situazione quanto prima». Così Eliseo Gallo titolare dello stabilimento Lido Morelli, e presidente del consorzio DunAmare.

Lo stesso gruppo di imprenditori negli anni passati aveva dato vita ad un piano collettivo di salvataggio per l’intero tratto di costa che rientra nel parco Dune Costiere, creando un modello organizzativo unico e coordinato per la gestione dei servizi dei bagnanti, ad iniziare da quello di salvataggio. Al momento, con gli stabilimenti chiusi, anche questo protocollo deve attendere i tempi della burocrazia.

Intanto domani l’assemblea consortile tornerà ad incontrarsi per valutare un accordo per il nuovo presidente, al posto del dimissionario, Enzo Lavarra. Intesa tra i tre enti ancora lontana. Al termine del precedente vertice di lunedì scorso, il sindaco di Ostuni Guglielmo Cavallo ha scaricato sul comune di Fasano e sulla provincia di Brindisi, entrambi espressione del centrosinistra, le colpe per il ritardo nella scelta del nuovo presidente e per la fase d’incertezza amministrativa tra i lidi dell’area naturale.

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