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Fenailp: Cosimo Lubes fa rilevare incongruenze e incompetenze in alcuni assessorati del comune di Ostuni

Oramai è acclarato, nella politica si sta notando sempre di più una totale carenza delle conoscenze di chi dovrebbe degnamente rappresentare i cittadini, chiamiamola con il suo nome puro “incompetenza”.
Ed ora a livello locale introduciamo alcuni aspetti:

– Parliamo del Plastic Free, la Comunità Europea con la direttiva 2019/904 varata per difendere gli oceani ed il Mediterraneo dall’enorme quantità di plastiche che vi viene rovesciata dai 10 grandi fiumi dell’Asia, dell’Africa e del Sud America ed Europa) e che la stessa entrerà in vigore in Europa a partire dal 2021. Il Comune di Ostuni, con ordinanza sindacale n. 221/2019 aderisce al progetto, quindi si presuppone che nel frattempo ci si debba preparare al totale divieto che partirà nel 2021.

Niente di tutto questo, l’Ufficio dell’assessore all’ecologia inizia a introdurre forme repressive con divieto assoluto della plastica negli esercizi commerciali senza tenere conto delle scorte che già ci sono e che devono essere piano piano esaurite e sostituite in vista della effettiva entrata in vigore della direttiva europea. In questo contesto è dovuto intervenite energicamente la Fenailp a tutela delle attività produttive in quanto sia l’assessore al Ramo che i Vigili Urbani hanno scambiato l’ordinanza di adesione al progetto come ordinanza restrittiva in tal senso, un fatto gravissimo che non merita giustificazione. Infatti, resosi conto del madornale errore e della figuraccia fatta, hanno immediatamente fermato tutto.

– Passiamo ora al divieto di portare i cani nelle aree a verde Pubblico con provvedimento di Giunta del 17 ottobre 2019 n. 115. Questa infelice trovata ha portato l’Amministrazione Comunale ad intraprendere un’altra colossale figuraccia.
Infatti, a seguito dell’introduzione del divieto si è spontaneamente costituito il Comitato Civico “Io posso entrare”, che ha come obiettivo l’annullamento del divieto stesso, indetto per presunte ragioni di sicurezza. L’Amministrazione Comunale ha rifiutato di incontrare i rappresentanti del Comitato Civico, i quali hanno dunque organizzato e terminato una raccolta fondi per sostenere le spese del ricorso dinanzi al TAR Lecce, il quale accoglie l’istanza cautelare presentata dal comitato civico e sospende l’efficacia della misura, annullandola. L’Assessore al ramo che dovrebbe essere competente in materia doveva già sapere a cosa sarebbe andato incontro approvando detta ordinanza.

– Continuiamo la carrellata, con i cestini raccolta carta che mancano in gran parte della città e che spesso si vedono svolazzare per le strade quintali di carta e, quei pochi che stanno sono diventati punto di ritrovo di deposito rifiuti di qualsiasi genere che ovviamente non essendoci controlli i cittadini sporcaccioni fanno i loro comodi.

– Andando oltre, parliamo dall’annoso problema delle pulizie delle spiagge e la mancanza dei cestini che, come al solito parte sempre con molto ritardo, però quest’anno ha battuto tutti i record, partito il servizio con notevole ritardo è stato effettuato solo per un terzo su tutto il territorio costiero.

– Veniamo ora al divieto di utilizzare le buste nere per la raccolta rifiuti imposta dall’Assessore all’ecologia che obbliga l’uso delle buste trasparenti per essere facilmente controllate se vengono rispettati i criteri di raccolta. Qui la situazione è poco chiara, evidentemente l’Assessore al ramo non conosce bene la normativa oppure è a conoscenza di un nuovo dispositivo di legge che farebbe bene a renderlo pubblico con riferimenti esatti di individuazione e, nel caso ne prenderemo atto. Intanto si fa rilevare che la possibilità di spiare cosa c’è dentro la spazzatura degli altri costituisce una potenziale lesione della privacy. Infatti, il Garante della Privacy porta a conoscenza le che imporre buste trasparenti può essere una misura eccessiva rispetto alle finalità di controllo che si prefiggono gli enti locali. Frugare nella spazzatura altrui è, da un lato, una violazione della privacy, dall’altro può integrare il reato di furto visto che tutto quello che finisce nei cassonetti non si considera abbandonato ma lasciato in proprietà del Comune che ne dispone come meglio crede (riciclo, discarica e distruzione, ecc.) e, non ritirare la spazzatura per mancata osservanza delle ipotetiche norme comunali è disservizio e altresì reato.

Pertanto, i sacchetti neri per la raccolta rifiuti possono essere tranquillamente utilizzati ed è un obbligo da parte di tutti per la finalità che riguarda la tutela della privacy. A questo punto possiamo precisare con la massima certezza che la consegna delle buste della spazzatura all’utenza non deve essere assolutamente trasparente in quanto non si deve intravedere assolutamente il contenuto dei rifiuti all’interno di essi. Spetta agli organi di controllo competenti effettuare idonei controlli di verifica per il giusto conferimento dei rifiuti, compito che ovviamente non spetta all’operatore ecologico in quanto non ha la facoltà. Inoltre, è da segnalare che la Ditta che gestisce i Rifiuti ha problemi di consegna delle buste per i vari cicli di rifiuti e, principalmente per l’umido la carenza la giustifica con il mancato arrivo di dette buste, si fa presente che il costo delle buste è compreso nella tassa che si paga per la spazzatura ed eventuali risparmi sulla stessa non può essere destinata altrove.

– Si fa presente inoltre che la qualità delle buste trasparenti imposte, non garantisce la tenuta dei rifiuti in quanto non sono abbastanza resistenti come lo sono le buste nere, certamente di qualità superiore.

– Sarebbe opportuno invece mettere in atto la delibera n. 238 del 23 giugno u.s. dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente “Tassa Rifiuti più bassa, con la quale autorizza gli Enti competenti ad applicare il metodo tariffario in modalità flessibile causa Covid-19 per l’impatto economico causato sia alle famiglie che alle Attività Produttive.

– Un ultimo appunto, è riferito all’Assessore alle Attività Produttive, partendo dal periodo di emergenza del Covid-19 da cui si evince la totale assenza nonostante tutte le problematiche che sono emerse in tutti i settori di sua competenza, mettendo in campo l’enorme confusione per quanto riguarda i dehors, dove si è creato caos e disservizio, senza considerare la mancanza di confronto per le problematiche emerse tra l’assessore all’ambiente e attività produttive, il tutto completato dalla questione dei mercati, quello generale del sabato e quelli rionali del mercoledì e venerdì affrontati con notevole ritardo, indicendo gli ambulanti a manifestare.

Detto questo, sarebbe opportuno che l’Amministrazione Comunale prendesse in tal senso gli opportuni provvedimenti cercando di dare spazio, prima di tutto, alla conoscenza oltre che all’esperienza. Perché, purtroppo, l’inesperienza una delle facce dell’incompetenza che il Comune di Ostuni non può assolutamente permettersi.